Band 
Volume sesto.
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80
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So Della Bellezza

domanda brevemente io vi rispondo, che siccome per l’inverîfimiHra-dine non vien permesso , che fazione passi da un tempo ad un’ altrotempo lontano., cosi non dee concedersi, che da un luogo ad un’al-tro luogo si conducano gli spettatori, che non si muovono, né a pròdell’inverisimilitudine'può allegarsi alcun’uso ; perché ogni uso circaquesto particolare , come abuso , dee condannarsi .. Intorno alla se-conda si vuole avvertire , che due oggi mai fono le spezie della Tra-gedia: l’una spezie si resse per cantarsi ne’Teatri, e quella in graziadella musica riceve le rime, le quali sono più acconce per lo canto:l’altra serve solo per recitarsi , e questa debbe assolutamente confor-marsi al verisimile , dal quale , certa cosa è, che il verso colla ri-ma si discosta assai più , che quello senza rima; e benché lo Spero-ni , che peravventura avrete voi letto , inserisse nella sua Canacemoltissime rime , nondimeno in me la ragione prevale a qualunqueautorità.. Oltre acchè la rima quanto accresce ali’amenità dello sti-le , tanto toglie alla gravità richiesta principalmente dalla Tragedia jonde dice il Tasso nel Trattato del Poema Eroico , che salmoni adelle rime conviene più tosto alla piacevolezza de gli affetti amoro-si , che allo strepito dell’armi; ed il Padre di lui aveva detto riflessomolto prima, come io mi ricordo d’aver letto tra le sue Lettere, o-Ve afferma esser di parere , che le rime non convengano al PoemaEroico , parlando in proposito del suo Amadigi tessuto per altrui co-mando in ottava, rima, e non già per propria elezione . Per la qualcosa veggiamo , che i Greci,, e i Latini per lo più non si valseronelle Tragedie dell’esametro , o d'altro verso armonioso , ma delgiambo settario , che è principalmente grave . Eg. Ma pure avvi icori, che sono rimati. Gcr. Egli é vero: ma non però ne segue, chela Tragedia comportar debba anch’effa le rime, colla quale nullaan-no comune i Cori; e si compongono rimati, perché servono per in-termedi a ricrear l'udienza, e richiamarla dalla seria, e grave appli-cazione ,in ascoltar la Tragedia ; e però ^introdussero ameni , edilettosi; .per conseguir maggiormente il qual fine, anche nelle Tra-gedie recitate si posero , e pongono in musica , a cui , come dicem-mo, la lima è-più confacente . Anzi non solo le Tragedie , ma leCommedie stesse , le quali non richieggono gravità , veggiam dagli antichi Greci , e Latini essere state composte di versi lontanissimida ogni armonia , e più tosto inchinati alla prosa , come sono igiambi settenari, ° ottonar) ; non per altro, .cresi’ io , che periscansar l’inverisimilitudine: dal che per mio avviso si sono mossii nostri Toscani a compor le Commedie in prosa , con somma lodedell’inventore , che fu il Cardinal Bernardo da Bibbiena autore del-la Commedia detta Calandra . Elc, Voi fate autori delle Comme-die in prosa i Toscani; e pure Crate, o, come altri vuole , .CratereAteniense riferito da Aristotile , secondo fopinione dello -Scaligeronotata dal Piccolomini, ne compose alcune . Gcr. Io non istinto si-cura l’opinione dello Scagliero, per quello, che ne discorrono il Ric-coboni , e il Baristi , alla sentenza de’quali’ mi sottoscrivo : e ben-ché abbia memoria d’aver veduta una Commedia Latina in prosa,data fuori per cosa de gli Antichi Romani da Aldo Manucci, in Luc-ca fan-