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jDelIa .Bellezza
facendosi per essa presente ciò, die da gran tempo , e per corso di *secoli è passato , o altrettanto dopo è avvenuto . Or se per figura èlecito di fare una si gran confusione di tempi, molto più farà lecitofarne delle parti d’un fatto , o delle azioni , o circostanze della vitad'un uomo, ovvero della loro narrazione, nel die consiste principal-mente la perturbazione dell' ordine richiesta dal 1 ’ Epopeia . Eg. Grancosa'/ questa figura m’era uscita di mente; ed appunto condannai -Panacronismo del Dandolo, e del talentino ne’canti 33. e 34. allor-ché Io lessi, per non aver potuto capire , come il Dandolo favellassecol talentino » per lo quale s’intende l'i stesso facon e ; ancorché diquesto preciso fatto , siccome or mi sovviene , fosse ieri particolar-mente parlato , Nit. Anzi questo fatto , quanto alle persone è ana-cronismo ; ma quanto alle cose è verità , per 1’ allegoria , che vaaccompagnata coU’anacronismo ; perche il Dandolo, mercé del Poe-ma di Lacene , arriva veramente a cogliere il Lauro del!' immorta-lità nel monte Parnaso ; e senza dubbio si fatti anacronismi allego-rici sono ingegnosissimi , e sopra ogn’altro lodevoli Eg. ~
per tipe
ma pro-
re al vostro ragionamento . Nit. La grandezza adunque
dirmi con brevi parole , né poca , né troppa esser debbe , ma pro-^•porzionata-, e tale , che la favola contenga dentro di se , tutto ciò,che è necessario per la cognizione di se , senza che r abbia bisogno'd’ argomento , o -d'altro aiuto estrinseco , e separato imperciocchéessendo il Poema Eroico il più nobil componimento Poetico , che sitruovi , dee avere in se ogni perfezione , e non esser bisognoso d’niuto estrinseco , per far mostra di perfetta bellezza ; ed è appuntocome la Donna , la quale se è -troppo grande , o troppo piccola, ose accatta da i belletti , e da gli ornamenti estrinsechi la bellezza ,non può dirsi perfettamente bella. La proporzione poi debbe esser re-golata dal convenevole, come dicemmo poc’anzi ; di modo che nonsi concede >' ecceder quel tanto , che può ritenersi da una perfettamemoria, dopo la lezione del Poema: intendendo io dellafavola sec-ca , o del filo principale , non già di tutti gli accidenti , e di tuttele particolarità, e minuzie, perché di queste, é moralmente impossi-bile., che per filo, e gradatamente possa niuno ricordarsi, per quantoegli siasi di memoria felice, Eg. Vorrei, che mi stabiliste tal quanti-tà precisamente , e praticamente . Nit. Di ciò é difficile dar precisasentenza , come 1’ esperienza dimostra ; imperciocché tra i Greci,tanto fillade, quanto POdissea d’Omero è capace di libri ventiquat-tro; e in tanti, si Puno , come Paltro Poema fu distinto da Aristar-co al tempo, pare a me, di Pisistrato. Tra i E ari ni PEneide è divisain dodici libri , Stazio divise la Tebaide parimente in dodici , Lu-cano la Farsaglia in dieci, e Siilo Italico la seconda Guerra Cartagi-nese in diciassette ; e tra i Toscani il Trissino la sua Italia Liberatain ventisette , PAriocto il suo Furioso in quarantasei , il Bolognesiil suo Costante -in sedici, il Tasso il suo Gossredo inventi, e lo Sti-glian! il suo Mondo Nuovo in trenraquattro : contuttociò io direi,che infitto a quaranta canti potesse aggiugnere la lunghezza dellaToscana Epopeia , perché il dialetto de’ Toscani non è tanto ricco »né à tanta forza, quanto il Greco, e il Latino ; e però eglino biso-
gnosi