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Volume sesto.
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239
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Gio: Mario Crescimbeni. rzs

poetici componimenti stampati,. li primo de gli Oratori, che vi-reci-tasse, fu il mentovato Avvocato Zappi, onore dispensatogli dallo stes-so Pontefice; e onore!altresì non conceduto poscia sé non a Prelatieloquentissimi; e furon questi : Monsignor Lodovico Sergardi , DonAnnibale Albani, oggi Amplissimo Cardinale, Monsignor Ulisse Giu-seppe Gozzadini , poscia splendore della Sacra Porpora , e Vescovod’Imola; Monsignor Camillo Cybo 1 , Principe per la sua rarissimapietà, e dottrina oggi decoro del Senato Apostolico ; Monsig. Cor-nelio Bentivoglio , Cardinale aneli’egli letterarissimo ; MonsignorVincenzio Santini, Monsingor Domenico .Riviera, Monsignor Filip-po Maria Monti, Monsignor Niccolò Forteguerri, Monsignor CarloMajelli , e Monsignor Gio. Vincenzio Lucchesini; ciascun de’qualisuccessivamente per lo spazio di dodici anni illustrò la detta Acca-demia , allora quando mercé del magnanimo genio , e della muni-ficenza del medesimo sommo Pastore facevano in Roma pompa di seflesse le Arti cospicue della Scultura, Pittura, e Architettura.

Ma vegnendo ora all’acceonato volume de Comentarj del Crescim-beni; è da sapere , ch’aveva egli, come ho dianzi detto, pubblicatoUstoria della Volgar Poesia ; ma considerando appresso di aver egli.--'prodotto , piuttosto, che luna piena Istoria, un piccol modello diessa , voleva seguitarla., còme aveva promesso, e come altresì n’eraflato stimolato da molti Uomini letterati, e particolarmente in Ro-ma da Malatesta Strinati, da Vincenzio Leonio , e dal l’Ab. GiustoFontanini, oggi Prelato di tanta fama..Pensava egli per tanto di ri-cominciar da capo , e ritesser l'opera in modo , che la già stampatapiù non servisse a nulla . Ma perche quella, sebbene imperfetta, in-contrò , come si è di sopra accennato , l’approvazione sì in Italia,che di là da’Monti , perciò risolvette di lasciarla stare , ed ora intra-prendere i Comentarf intorno alla stessa, corretta,,ed ampliata. Eragià circa quindici anni, che raccoglieva notizie per quest*opera , emoltissime n’ebbe dalle Biblioteche di Roma, e di Firenze, e da varjeruditi Amici , e Letterati d’Italia, da’ quali egli riconosce il fruttodi quest’opera , e particolarmente ,dall’altre volte nominato Mon-signor Marcello Severo!!, Decano allora delia Segnatura diGiustizia,e Prelato di sommo valore in ogni genere di dottrina, il quale dopola pubblicazione dell’Istoria del Crescimbeni con gran spesa mise in-sieme una Biblioteca di Filologia Toscana, e spezialmente di Poesie,sempre aperta a comodo della conversazione letteraria, che in sua ca-sa giornalmente si ragunava,. Dedicò poi egli questo primo volumede’Comentarj al Regnante allora Papa Clemente XI., a cui destinatoaveva di dedicarglielo fin da quando era Cardinale.

Or mentre quest’opera era per uscire !in pubblico , comparve in Ro-ma, capitato nelle mani d’akuni Personaggi, e di letterati un Fron-tespizio stampato con data suppositizia di Amburgo per Aldino Diche!1702., col titolo: Otto avvertimenti di Signor Gio. Mario CrescimbeniV e s [ e correzioni , che promette di fare ne’ Comentarf sopra la suaIstoria della volgar poesia . Pretende .l’Anonimo Autore cercare , seil libro si debba dire Istoria; mostrare non esser vana, ma utile, e ne-cessaria la questione; se le Rime Italiane vengano dalla Provenza,

o dal-