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Volume sesto.
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posta al famoso Francesco Redi dal Custode d’Arcadia medesimo.

In questo deliziosissimo luogo si sarebbe certamente perpetuata la di-mora dell’Adunanza, per la generosissima maniera, colla quale la Se-renissima Casa di Parma tanto in ogni tempo alle lettere favorevole,e propizia ve l’aveva accolta; ma per leggieri cagione d’alcuni versirecitativi, contenenti qualche allegoria pastorale alquanto pungente,con troppa animosità e senza fondamento interpretata da chi allorain Roma era Ministro di S. A. per cosa, che andaste a ferire un di-pendente di quella Serenissima Casa, convenne alla fine per acchetarei clamori, e le violenze, che disperatamente quegli fece pel corso dipiù mesi, e liberarsi da qualche improprio procedimento, abbandon-are il luogq con dispiacere inesplicabile, non pur dell’Adunanza ,ma dello stesso Duca, il quale tanto era lontano dall’autorizzare ciò,che il Ministro faceva, che anzi, comesi legge in una lettera di quel-la Corte, esistente in copia nel Serbatoio d’Arcadia ( «r ), non aveva (a) Tom. r.considerata la cosa. niente gii* di quello , che era : parole , che vengono Serittur.orig.mirabilmente spiegate da un’altra lettera scritta da S. A. al suo presen - fogR S-rr.te Ministro Marchese Ignazio de Sanctis Panno 1712. a’15. di Lu-glio, in proposito, che dal Principe Ruspóli, di cui favellerassi appres-so, gli furono richiestele suddette Leggi in marmo rimase ne’mentova-ti Orti: la quale scuopre Passetto, e la stima, che P A.S. tuttavia sidegna di mantenere verso gli Arcadi - , e per conseguenza la mancan-za del suo assenso ne'procedimenti suddetti - , e questa lettera, che sitruova altresì in copia nel suddetto Serbatoio (b), essendo assai van- (M Tom. 4.taggiola per la gloria di questa Adunanza, stimiam nostro obbligo di Scntt. ong.

trascriverla qui come facciamo. J 0,t ? ‘ t, s‘

Scritture dr-

Del Serenissimo di Tarma in Color no 15. Luglio 1712. vene.

Le lapidi, in cui stanno incise le Leggi dell’ Accademia degli Arca-di , serbano ne’nostri Giardini di Campo Vaccino un'assai cospicuame-moria della prima instituzione della detta illustre Accademia , seguitacoll’ assistenza, e favore della nostra Casa ; e però non crediamo ne chea noi sta lecito di privarci di una sì riguardevole testimonianza ; ne chein ciò sta per infiflere il Signor Principe Ruspali , il quale dovrà an-zi godere della stima, che da noi vien fatta di quella erudita Adunan-za , la quale da luì pure è tenuta in sì gran pregio . Non ripugniamopero, che volendo egli copia delle leggi suddette -, gli permettiate di libe-ramente farle trascrivere, onde poi fi possano ancora scolpire in altrimarmi daaspgerfi oze più piacerà : volendo noi credere, che la gentilez-za di està Signor Principe conoscerà la giustizia di questo nostro senti-mento, e ne resterà soddisfatto.

, P er ta ' ragione adunque lasciato quel luogo , passò la Ragunanza1 anno 1699. nel mese d’Agosto al Giardino domestico del Duca DonAntonio Maria Salviati , ove nel pendìo d’una Collinetta , fece sca-vare il Teatro di forma ovale , che nella parte superiore aveva treordini di sedili , e neil’ inferiore uno; ed anche quivi si sarebbe pe-ravventura fermata , (e indi a pochi anni non fosse sopraggiunta lamorte del Duca, che seguì nel principio di Gennaio nel 1704.

Cele-