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messe, s’innalza a gravi e più nobili vedute sugli esseri dellanatura, là dove nei campi profondamente irradiati dalla luce comeerbe della notte
Spuntano i germi d’infiniti mondi (92).
Ora dalle regioni delle celesti parvenze, dalla famiglia uranicanoi discendiamo alla sede più limitata delle forze terrestri, allafamiglia geodesca. Un vincolo misterioso lega insieme i fenomenidelle due classi. Le potenze della vita universale, l’eutassia dellanatura sono strettamente avvinte secondo l’antica significazionedel mito titanico (93) alla simultanea cooperazione del cielo edella terra. Il globo terrestre, che infino dalla sua origine appar-tenne come ogni altro pianeta al corpo centrale, ovvero al sole,ed alla sua atmosfera separata una volta in forma di anelli ne-bulosi , continua pure ad avere commercio con questo sole piùvicino e cogli altri più lontani, che risplendono nel firmamento,mediante la luce ed il calorico radiante. La diversa misura nell’azione di queste influenze non deve rimuovere il fisico dal ricordarein un quadro della natura il nesso ed il comune imperio delleforze omogenee. Una piccola frazione del calore tellurico appar-tiene jallo spazio universale , in cui si muove il nostro sistema pla-netario, spazio che ha una temperatura quasi uguale al mediocalore dei poli ghiacciali, e che secondo Fourier è il prodotto dilutti gli astri irradiatori di luce. Quello però che la luce del solevada con più forza incitando nell’ atmosfera e negli strati superioridella terra, come producendo calore essa determini correnti elettro-magnetiche , come estragga magicamente ed alimenti benefica lescintille della vita negli esseri organici, che vivono sopra la su-perficie della terra, sarà per noi l’argomento di successive con-siderazioni a suo tempo.
Nel rivolgerci qui esclusivamente alla sfera tellurica delianatura getteremo innanzi lutto un’ occhiala ai dimensivi rapporti