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O grati bontà de* cavalieri antiqu i :
Eran rivali eran di fé divertì,
E si sentian de gli aspri colpi iniquiPer tutta la persona anco dolersi :
E pur per selve oscure,e calli obliquiInsieme van senza sospetto traversi .
Da quattro (proni il destrier puto arrivaDove vna strada in due si dipartiva'ìj
E come quei, che non sapean, se l'vnâ ,
O l’altra via faceste la Donzella ,
Però die senza differenza alcunaAppaila in ambedue forma novella tSi misero in arbitrio di Fortuna,
Rinaldo a questa il Saracino a quella,Nel bosco Ferrali molto s’aiuiolse,
E ritrouofli al fine onde si tolse.
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Pur si littoria ancor sù la linieraLà, doue l'elmo il casco nell'oiide,
Poi ché la Donna ridonar non spera »Per batter Pelino,che'l fiume glj ascóde ,In quella parte onde caduto gli era ,Discende ne Pestreme hvm.de sponde:Ma quello era sì fitto ne la sabbia, bia.C he molto Piatirà da far puma che l’hab-if
Con vn gran ramo d’albero rimondo,
Di chi banca fatto vna pertica lunga ,Tenta il fiume, e ricerca ir.lìno al fondo,Ne loco lascia,otte non barra, e punga,Mentre co la maggior stizza del mondoCanto Pindngio suo quitti prolunga:Vede di mezo il fiume vn caualieroInsino al petto vscir d’aspetco fiero .
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Era,fuor che la cesta rutto armato.
Et banca vip elmo ne la destra mano :Hauea’l medesimi elmo, che cercatoDa Ferrali su lungamente in vano,
A Ferrali parlò come adirato ,
E diste,Ah qiancator di fè, Malanno :Perche di lasciarPelmo anche saggiasi,Che render già gran tempo mi doueui t
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Ricordati Pagan , quando uccidestiD'Angelica 1 ] starei, che so quelPio :Dietro Paltre arme tue nn promettestiFra pochi dì gittar Pelino nel rio,
Or, se Fortuna quel che non VolestiFar tu,pone ad effetto i I voler mio :
Non ti turbare, esc turbar ci dei »Turbati, che dj fi mancato sei»
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Ma,se delie pur hai d’vn’elmo fino, (re ,T tonane vn’altro,& habbil co più hono-Vn tal ne porta Orlando Paladino,
Vii tal Riualdo,e forse anco migliore,L'vn fu d'Almonre, e l’altro di Mâhrmo.Acquista vn di quei due col mo valore :
F questo c’haì già di lasciarmi detto :Farai bene a lasciarmelo in effetto .
A ['apparir che fece a PimprouifoDe l'acqua sembra, ogni peloarricciollî,E scoloroflì al Saracino il viso ,
La voce,ch'era per vscir scrmollî.Vdendo poi da PArgalia,ch'vccisoQjsiui battea già[che PArgalia nomostî)La rotta sede così improuerarse ,
Di scorno,e d’ira dentro, e di fiior arserio
Ne tempo battendo a pensar*altra scusa,
E conoscendo ben,che'l ver li disse,Restò senza risposta a bocca chiusa :Mala vergogna il corsi li trafisse ,
Che giurò per la vita di Lanfusa,
Non voler mai.ch’altro elmo lo copriste,Se non quel buono.che già in AspramóteTrasse del capoOrlando al fiero Almóce., Zi
E senio meglio questo giuramento,
Che non banca quell’altro fatto primaQuindi si parte tanto mal contento,
Che molti giorni poi si rode,e lima,
Sol di cercar il Paladino intentoDi quà di là, dove trovar lo stima .
Altra ventura al buon Rinaldo accade.Che da costui tenea diverse strade .
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Non molto và Rinaldo,che si vedeSaltar'inanzi il suo destrier feroce ,
Ferma Baiardo mio, deh ferma il piede ,Che Pester senza re troppo mi noce,
Per questo il destrier soldo a lui no rìedeAnzi più se ne và sempre veloce,
Segue Rinaldo, e d’ira li distrugge,
Ma seguitiamo Angelica,che fugge *
Fugge tra selve spaventose, e scure,
Per luochi inhabitati, ermi e selvaggi,
11 mover de le fiondi, e di venture,
Che di certi sentia, dselmi, e di faggi,Farro le hauel con subire paureTtonar di quà e di là strani viaggi, (le,Ch’ad ogn’óbra veduta o ! inótc-o î val-Temea Rinaldo fiauer sempre a le spalle