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Orlando furioso di Messer Lodovico Ariosto : con gli argomenti in ottava rima di M. Lodovico Dolce, et con le allegorie a ciascun canto di Tomaso Porcacchi ...
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i 4 C A N

Quei giorni che con noi contrario vento.Córrano a gli altri a me propino, >! reneCista gli altri sur quarâta a me vn mom£Coli al fuggir hebbon veloci penne: (to,fummo più volte insieme a parlamentoDori e chest matrimonio con solenneRito,al ritorno suo farla tra noi,

Mi promise egli, & io J I promisi à lui.

V

Bireno a pena era da noi partito,

(Che cosi ha nome il mio fedelamantejChel Re di Frisa, laqual, quanto il sitoDel mardiurde il fiume,e a noi distante:Disegnando il figliuol farmi marito ,Chvnico al modo hauea, nomato AbraPer li più degni del suo stato manda (te,A demandarmi al mio padre in Olanda.

Io,cista starnante mio di quella fedeMancar non pollo, che gli hauea dapstE ancor clstio possa Amor mi còceaeChe poter voglia, esisto sia cauta ingrata-Per minar la pratica che in piedeEra gagliarda, e prestò al sin guidata ,Dico a mio padre,che prima che in FrisaMi dia mar,to voglio cster vccisa.

TO. îo

Pose due volte il nostro carneo in rotta questo ingiallo,e i m ei siate li varisiNel primo assalto il primo, che la bottaRotto stvsbergo, in mezq il cor gli misiNe stasila zuffa,a Paleresti quale in frot-Fuggia dal corpo Pannila diuisc ; (taE lo ferì lontan dietro la (palla.

E fuor del pettovscir seccia palla.

Difendendosi poi mio padre vn giornoDentro vii castel,che sòl gii era rimasto:Che tutto il resto hauea perduto intornoLo con siimi colpo tre a steccalo.

Che mentre andana, e che (àrea ritorno,Prouedcndo ot'a questo,or'a quel calò,Dal traditor in mezo gl i occhi colto ,Che l'hauea da lontan di mira tolto .za

Morti i fratelli, e il padre,e rimasta loDe Pisola dOlanda vnjca erede,

Il Re di Frisa,perche hauea desioDi ben fermare in quello stato il piede,Mi sa sapere, e cosi il popol mioChe pace, e che riposo mi concede,Quid'io vogli or quel che volsi inâte,Tor per maricoil (ilo figliuol o Arbante.

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Il mio buó padre , alqual sol piacea quâroA me piacea ne mai turbar mi vollePer c onsòlami i, e far celiar il pianto,Ch'lo ne facea la pratica disciolie

I> elici superbo di Frisa tantoDisdegno prese,e a tanto odio li volse,Clstentrò in Olâd.i.e cominciò U guerra,Che tutto sangue un cacciò sotterra .

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Oltre che sia robusto,e si possente,

Che pochi pati a nostra :ti riunita,

E astuto in mal lar, clsta.'mn nienteLa possanza, statuir, | ingegno, gloria.Porta uìcuistanne, che Rnmca genteNon viste mai, ne fuor cista lui la noriaVii ferro bugio, lungo sta esile braccia ,Dentro a cui polue , & »ua pal a caccia .

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Col foco dietro, ouc la canna è eh.usa ,Tocca vii spiraglio, che si vedea, pena:

A grufa che toccare il medico viaDotte è bisogno istallacela! la vena .Onde vien con ral suon la palla esclusa, Che può dir che tuona,e che bastila,Ne men che soglia- il fùlmine olle palla,Cròche tocca,arde,abbatte,apre,e sfocassi

Io, per Podio non si, che grane portoA sin ,e a tutta la sua iniqua schiatta: (to,Il qual nsthadue fratelli, est padre mor-Saccheggiata la patria, arsa e disfatta :Come,perche a colui non far torto,

A cui già la promessi barretta fatta,Ostaltistuiomo seria,che mi sposasse,Fin che di Spagna a me non ritornasse.H

Per vn maschio patisco, ne centoPatii - rispondo,e fardi tutto il resto:

User morta, arse viltà,e che sia al ventoLa cener sparsi, inanzi chefir questo.Studia la gente mia di questo intentoTonni,chi purga,e chi mi fi protestoDi dargli in mano me, e la terra prima.Che la mia ostinativi! tutti ci opprima .

Cosi poi che protesti, e i prieghi in vanoVdir gittarsi, e clic pur staila duraPresero accordo col Frisone, e in mano(Come haueâ detcojli dier me,e le mutaQuel,senza fermi alcuno atto villano,De la vita,e del regno «Rassicura :

Pur esisto indolcisca stindurate voglie

E che d'Atbancc suo mi faccia moglie-

Io

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