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Volgon pel bosco or quinci,or quei, ! srecQuegli scherniti la stupida faceta , (taCome il cane tal hot. se g iè intercettaO lepre ,o volpe > a cui riatta la cacca.Clic J’improuiso Iqualche catta stretta,O i solca macchia, o in vii fallò sì caccia.Di lor li ride Angelica proterua ,
Che non è vista, e i lor progressi ostenta.i 7
Per mero il bosco appar sol vna strada.Credono i Cauaher, che la DonzellaInauri a Por per quella se ite vada : (la.Che nó (e ne può andar ,le n u per quel-Otlando corre , e Ferrati non bada .
Ne Sacripante mal sprona, e puntella ,Angelica la briglia piti ritiene :
E dietro lor con minor fretta viene .
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Giunti , che sur correndo otte i sentieriA perder si venian ne la foresta .
E cominciar per l’herba i caualieriA riguardar , se vi tiouauan presta.Ferrati, che potea fra quanti altieriMai solici, gir con la corona in testa ?
Si volse con mal viso a gli altri dui,
E gridò lor, doue venite vui?
Tornate a dietro, o pigliate altra via >
Se non volete rimaner qui morti :
Ne in armar, uè in seguir 1 a donna miaSi creda alesi,che compagnia compor ti.Dille Orlando a Circassi, che pomaPiù dir costui s’ambi ci haueste scortiPer le più vili, e timide puttane.
Che da conocchie mar traellér lane .
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Poi volto a Ferrasi, disse Buoni bestiale,Ssio non guardasti, che senza elmo sei,Di quel esitai detto s’hai bé detto o ma-Scnz'alno indugio accorga li farei, (kDide il Pagan,di quel essa me non cale.Pesche pigliarne ni cura ti dei ?lo stai cétra ambedue per far fon buonoQuel,che detto ho séz'elmo,conte sono.+i
Deh,'disiò Orlando al Rè di Circasia)
In mio scruigio a costui Pelino prestaTanto , ch'io gli habbia tratta la pazzia,ClPaltra non vidi mai simile a quella,Rispose il Rè, chi pisi pazzo fùria ?
Ma se ti par pur la domanda honesta fPrestagli il tuo, chsio non sarò menano.Che tu La forse, a «stilare, ynpiatto..
PVO DECIMO.
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Soggiunse Ferrasi, sciocchi voi quasi"Che mi fòsse il portai 'elmo a grado.
Voi senza non ne fosti già rimasi, |do,Che tolti i vostri han rei, vostro ntalgraMa per vai rami in parte li mici case,Per vorocosi senza me ne rado,
Et anelerò fin disiò-non ho quel fino ,Che porca in capo Orlando Paladino»
4}
Dunque rispose sorridendo si ConteTi pensi a capo nudo esser bastanteFar ad Orlando quel,che in AspramenteEgli già fece al figlio singolante ?
Anzi credo io, se tel vedesti a fronte ,
Ne tremeresti dal capo a le piante,
Non che volesti Pelino, ma darestiL’altre arme a lui di parrò,cheru vesti.44 ,
II vantaron Spagliam disse già molteFiate,e molte,hò cosi Orlando astretto ,Che facilmente Parinogli haurei tolto,Quòte Idosta nsitauea, nó che PclmettoE ssio nol feci occorrono ale voltePésier,ciie prima nó sbiancano in petto :Non sshebbPgià sii) voglia, or Paggio, eChe mi porrà succeder Ai leggicrosspero
,4 ?
Noli polè haner più patientia Orlando »: Egridò: Mcntitor, brutto Marano, In che paese tj.crouasti, e quando■ A poter pisi th me cqn Parme sii mano ?QuesFaiadiu > di cheti vai vantando »Sonsio, che si pensimi e ilei lontano.
Or vedi, se tu puoi Pelino leuarme >
O ssio son buó per torre a te Paitrsitrme.46
Ne da te voglio vii minimo vantaggio.Cosi dicendo,Pelino si d sciolse :
E lo sospese a v n ramuseel di saggio :
E quasi a vn tempo Durindatia tolse.Ferrasi non perde di ciò il coraggio,Trasse la spada,e in arto si raccolse ,Onde con essa,e col senato scudoPotesse ricoprirsi il capo nudo.
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Così li duo guerrier incominciaroEoe caualli aggirando, a volteggiarsi:
E, dotte Parme si giungeano, e raroEra più fi serro,col ferro a tentarsi.
Non era in tutto il mondo vipalrroparoChe-più di questo haueste ad accoppiarsiPari eran di vigor, parid’ardire ,
Nè Pvn uè Palerò se po tea serice • , '
G 4 C nab'