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VENTESIMO SECONDO.
Quiui trouò, che di catena d'oroDi Ruggiero il cauallo era legato >
Parlo di quel, che il Negromante MoroPer mandarlo ad Affina gli hauea dato :A cui pòi Logistica te il lavoroDel freno, ond’era in Francia ritornato :E girato da PI lidia a ['InghilterraTritto hauea il lato destro de la terra.
2-s
Non sò » se vi ricorda > die la brigliaFasciò attaccata a 1 arbore quel giorno,Che nuda da Ruggtcr (pari la figliaDi Galafrone , e li se Paltò lcorno.
Fè il volante destrier, con mcrauigliaDi chi Io vide , al Mastro lilo ritorno :
E con lui stette insostal giorno sempre,Che de l’incanto sur rotte le tempre .
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Non potrebbe eslcr stato piò giocondoD’alcra auentura A stolto, che di questa :Che per cercar la terra,e il mar, fecondoOlmtea desii-, quel cista cercar li resta ,
E girar tutto in pochi giorni il mondo ,Troppo venia questo ippogrrso a sesta.Sapea egli ben, quâ'.o a portarlo era attoChe Phauea altroue aliai protiato î fatto.
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Quel giorno in India lo prono, che toltoDe la sartia Mestila sii di manoA questa federata,che travoltoGli hauea î mirto silvestre il viso vinario.E ben vide, e notò , copie raccoltoLi su sotto la briglia il capo vanoDa Logiltilla ; e vide come «istruttol ode Ruggier per farlo andar per tutto .
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Fatto disegno Plppogriso torsi ,
La sella sua,clstappit.(so hauea , li meste ,Eli fece, levando da più morsiVira cola. Le vn’akra,vn che lo resse ,
Clic de i destrier,che in suga erano corsi,Quiui attaccate eran le briglie speflè,Ora vn pensier di Rabicano soloLo ta tardar, che non si leva a volo.
2?
D’amar quel Rabicano hauea ragione.Che non n’era vn miglior j> correr laci a,E sbanca da Pestrema regioneDe PIndia cavalcato mfiistin Francia >Pensa egli molto , e io somma si disponeDarne più tosto ad vn suo amico macia,Che lasciandolo quivi in sù la strada,
Se Phabbia il primo,cista passami accada
jo lofi-
Scava mirando, se vedea venirePel stoico o cacciatore,o alcun villano,Da cui farsi poteste indi seguireA qualche Terra, e trami Rabicano^Tutto quel giorno sosta PappjrireDe Paltro stette riguardando in vano .Istaltro mattin, rh’era ancor Paer fosco ,Veder li panie vn caualicr pel bosco .
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Ma mi bisogna s’io vo dirui il resto, (te.disto crolli Ruggier prima,e Bradaman-Poiche si tacque il corno,e che da questoLoco, la bella coppia sii distante :Guardò Ruggicro.e sù a conoscer prestoQuel,che fin st. gli hauea nascoso Ariate.Fatto hauea Atlante,che sosta quelPhoraTra lor non -Peran conosciuti ancora.
?2
Ruggier riguarda Bradamante , &ellaRigiratila lui con alca meraiiiglia :
Che tanti di Phabbia disoleato quella1 Uniron, sì Panirno , e le ciglia .
Ruggier abbraccia la stia Donna bella,Che più, che rota ne divien vermiglia .E poi di siila bocca i primi fioriCogliendo vien de' suoi beati amori.
Tdinaro ad iterar gh abbracciamentiMille fiate, & a tenerli strettiI duo felici amanti, e sì contenti,
Cista penai gaudij lor capiano i petti.Molto lor duol > che per incantamenti,Mentre, che sor ne gli errabondi tetti,Trâiornons'cran mai riconosciuti,
E tanti lieti giorni eran perduti.
Bradamante disposta di far tuttiI piaceri, che far vergine saggiaDebba ad vn suo amator, sì che di lutti,Séza il liiri onere offendere,il lottraggia.Dice à Ruggier > le a dargli virimi fruttiLei no voi sépie bauer dura,e selvaggia.La fàccia domandar per buoni meriAl padre Amon : ma prima si battevi.
Ruggier, che tolto haitria non solamenteViver Christiano per amor di questa,Consterà stato il padre, e anticamenteL’auolo , è tutta la iva stirpe onesta :
Ma per farle piacere immantinenteData le stantia lavila che h resta,
Non che ne PaCqua sdiste) ma nel focoPei tuo amor parte il capo mi sia poco.
O i Per