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108 VENTESIMO QVARTO.. ni
Vi giunse vn messaggier del popol Moro,Di molti, che per Francia eran mandatiA richiamare a gli stendardi loroI capitani, e i caualier prillati.
Perche ITmperator da i Gigli d’oioGlihauea gli alloggiamenti già assediati,E se non è il soccorsela venir presto,I/eccidio suo conosce manifesto .
109
Riconobbe il mestàggjo i CaualieriOltre a Pi nscgue, oltre a le sopraueste,Al girar de le spade , e a i colpi fieri,Ossalice man non farebbono,che queste.Tra lor però non osa entrar, che speri,Che fra tant'ira scarnali presteI/esser mesto del Rè : nè si confortaPer dir,CH J Ambasciami' pena no porta,no
Ma viene a Doralice, Scalei narra,Ch’Agramante, Marsilio,e SterilianoCon pochi dentro a mal sicura sbarraSono astédiati-dalpopul Cristiano.Narrato il caso,con preghi ne innarra,Che faccia il tutto a 1 duo guerrieri pianoE che gli accordi insieme, e per lo scapoDel popul Salarinoli meni in campo .in
Tra i Caualier la Donna di gran core,
Si mette, e dice loro, Io vi comandoPer quanto sò, che mi portate amore ,Che «serbiate a miglior' vio il brando,E ne vegliate subito in fattoreDel nostro campo Saracino : quandoSi troita ora assediato ne le tende,
E presto aiuto , 0 gian ruina attende .
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Indi il mestò soggiunse il gran periglioDe i Saracini, e narrò ,1 fatto 3 pieno :E diede insieme lettere del figlioDel Rè Troiano, al figlio d'Vlieno.
Si piglia finalmente per consiglio,
Che i duo guerrier deposto ogni vencno,Facciano insieme tregua, fin’a 1 giorno >Che sia tolto Pastèdio a i Mori intorno ,11 ;
E senza più dimora > come priaLiberato d’astèdio habbian lor gente,Non s’intendano hauer più compagnia,Ma crudel guerra,e inimicitia ardente »Fin che con Parme dillinito siaChi la Donna hauer dè meritamente.Quella, ne le cui man giurato site ,
Fece la sicurtà per ambedue •
114
Quitti era la Discordia impartente,Inimica di pace, e d’ogni tregua ,
E la Superbia v’è , che non consente,Nè vuol patir, che tale accordo segua .Ma più di lor può Amor quitti presente,Di cui Paltò valor nessuno adegua :
E se, che indietro, a colpi di saetteE la Discordia. e la Superbia stette.
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Fù conclusa la tregua fra costoro,
Si come piacque a chi di lor potea.
Vi maucatia vno de J cattasti loro,
Che morto quel del Tartaro giacea.Però vi venne a tempo Brigliadoro :Che le fresche herbe lungo il rio pascea.Ma al sin del câto io mi trono esser giuroSi ch’io sarò, con vostra gratta, punto,
.oiopeferintani-iwogteae incòlsi,'destici i-doli sitin,ìstnifefegli ti?-
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II Fine del Ventesimo Quarto Canto .
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Orlando Furioso.
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