fi VENTESIMO SETTIMd.
Vn giorno,o dit e ne la Città soggiornaRinaldo , e poi ch’Orlando non ardua:Or verso Anglante.or verso strana torna.Cercando, se di lui nouc'la vdina, (naCaualca.e qu.ido annotta,e quâdo aggiorA la fresca Alba, c a l'ardete hora estiua:E fa al lume del Sole, e de la LunaD.iZentovolte questa via > non ch’vna,
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Mi satirico auersario, il qual fece EliaA fìat caletto pomo alzar la ni mo,
A Carlo vn giorno i linidi cechi lena.Che’l buon Rinaldo era da lui lontano?
E vedendo la rotta > che poteanDarli in quel punto al popolo Cristiano.Qual eccellenti» d’arme al mondo sulleEra tutti i Saracini,iuicondulfe.
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A! Re Gradasso, e al buon Re Sacripante,Ch'cran farti compagni a l’vfcir suoreDa la piena d’error casa d'Atlante,
Di venire in soccorso mise meore,
A le genti .risediate d’Agramanre,
E a destrutrion di Carlo Imperatore.
Et egli per l’incognite contradeFc lor la (corta, e agendo le strade,is
Et ad vn’altro suo diede negotioD’astrettar Rodòmoncc, e MandricardoPer le veltigie, donde Paino sodoA condur Doralice non è tardo,
Ne mandò ancor vn’altro, perche 1 odoNon stia Marsilà, ne Kuggier gagliardo,Ma chi guidò l'vltima coppia , tenneLa briglia pin,ne quando Ki altri venne,lâ
La coppia di Marstsi , e di RnggicroDi meza hora pili tarda li «indulse,Però eh'astutamente PAngel neroVolendo a i Cristian dar de le busse,Prolude che la lite del destrieroPer impedire il suo dc/ìr non suste:
Che rinculata (ì sari.» , se giuntoPoste Ruggieso, e Rodomóte a vn puto.
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I quattro primi si trquaro insieme :
Onde potean veder gli alloggiam entiDe l’elercito Oppresso,e d i elisi premeE le bandiere, che feriano i venti,
Si consigliato alquanto,e sur.pestremeConcludon de’ lor raggiornin entiDi dare aiuto, ma! grado di Cado,
AI Re Agramante,e de Passedio trarlo.
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Striugonsi insieme,e prendono la viaPer mezo, oue s’alloggiano i CristianiGridando, Africa e Spagna ruttatila»
E si scoprilo in tutto esicr PaganiPer campo,arme,afme risonar š’vdia,Ma menar si sentir prima le mani,
E de la retroguardia vna gran frottaNon ch’aslalira sta,ma fugge in rotta.
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L’estercifo Cristian mosto a tumultoSollbpra và senza sapersi! fattoE stima alcunché sia vn’vsato insulto,
. Che Siuzzeri.o Guasconi stabbiano fatto,Mapetch'a la più patte ò il caso occultoS’aduna insieme,e ogni nation di fatto,Altri a suon dìTamburo,altri di trómba,Grande è’1 rum or , e stipai ciel rimbóòa »20
Il Magno Imperator suor che la testa,
E tutto armato,e i Paladini sta presto .
E domandando vien ,che cosa è questa ,Che le squadre in disordine gli sta mestòE ininacci5do,or questi,or quelli arresta»E vede a molti il viso, e il petto sesto ••Ad altri insanguinato il capo.o il gozzo,Alcun tornar co mano,o braccio mozzo,ai
Giungepiùinanzi, e ne ritmila moltiGiacer in terra, anzi in vermiglio lago,Ne! proprio sâgue orribilmente inuolti»Ne gloriar lor può medico, ne mago.
E vede da li busti i capi sciolti,
E braccia,e gambe,con crudel imago :
E ritmila da i primi alloggiamentiA gli virimi,per tutto huomini speliti.
li
Doue passato era il picciol drapello »
Di chiara fama eternamente degno,
Per lunga riga era rimasi) quelloAl mondo sempre memorasi! 1 segno'.Carlo mirando và il crudel macelloMerauìglioso,pìen d’ira è di (degno -Come alcuno,! cui dano il sulgor venne,Cerca per casa ogn i (entier,che tenne.
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Non era a li ripari anco arrivatoDel Re Airicau questo primiero aiuto ,Clic con Marstsà su da vnsidtro lato1 dan 11110(0 Ruggier (bprauenuco.
Poi ch’vna volta,o due l’occstio aggiratoI (ebbe la degna coppia, e ben vedutoQuai via più sirene per soccorri- soste,L’aliédjaco Signor, ratto si moire.
Come