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Tu Questo loco fu la lira fatta ,
Di brevi legali d’ogistintorno chiusa,
Pct giusto spatio quadra, al bisogno attaCon due capaci porte come s 3 vsa.
Giunto il dì clstal Re par che si combattaTl à i cavalier, che non ricercan scusa,puro appresila le sbarre in ambi i latiContra 1 rastelli i padiglioni tirati.
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■Ne padiglioni, ciste pili verso Ponente,
5ti il Re d’Algier, c’ha mébra di gigatc .Li pon lo scoglio indosso del SerpenteDardi to Ferrati con Sacripante .
Il Re Gradasso, e Fasitron possenteSono in quelPaltro al lato di Levante iE metton di sua mali Parine TroianeIndosso al successor del Re Agi scane .
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Sedeva in tribunale ampio e sublime11 Re d'Africa: e seco era PispinoPoiStordilano, e Basire genti pinne,
Che rivetta l'estército Pagano .
Beato a chi pon dare argini, e cimeD'arbori stanza, che gli alzi dal pianoGrande è la calca, e grande in ogni latoPopol ondeggia intorno al gran steccato.Ji
Eran con la Regina di CastigliaRegine, e Principesse, e nobil donneD’Aragon, di Granata, e di Sbriglia.
E fin di presto à l‘Atlqntee.colonne,
Tra cui di Stordilan sedea la figlia,
Che di duo drappi hauea le ricche gonneT J vn d’vn rosso mal tinto,e Basirò verdeMa il primo quali imbianca,e il color per) z fde.
In' abito succinto era Malfisi,
Qual sì convenne a donna,Se a guerriera,Terinqdoonteforse a quella guisaVide Ippolita ornarsi, e la sua schiera,
Già con h cotta d’arine a la divisaDel Re Agramante in campo venusteraL'Araldo, e far diuieto,e metter leggi,
Che ne in fatto, ne in detto alcun patteg-
Li sposta turba aspetta desiando ^
La pugna , e spesso incolpa il venir tardoDe duo famosi Cena lieti, quandoS ode dal padiglion di MaudricardoAlto rumor, che vien moltiplicando.
Oy sappiate Signor, chest Re gagliardo,Di Sencana, est Tartaro possenteFauno'il tumulto estguso, cfac’si sente.
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Hauenso armato il Re di SericaiilDi stia man tutto il Re di Tartarea,
Per porgli al fianco la spada loprana »Che già d'Odando su le ne venia :Quando nel pome scritto DurindanaVide e ! Quartier,.clstAlmóte hauci/soliaCista quel ineschin su tolto ad vua fonteDal giovinetto Orlando in Aspramonce.
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Vedendola fu certo, Csteta quellaTanto famosa del Signor d’Anglante,Per cui co gratìde armata, e la più bella,Che giamai si partiste di Levante,Soggiogato hauea il Regnò di Castella,E Francia vinto esso pochi anni mante ;Ma non può imaginarsi, come attenga,Ch’or Mandticardo in suo poter la tèga.
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E dimandolli, se per forza,o pattoL'ha tiesse tòlta al Conte ,c dove, e quîdoE Mandticardo disse, estatica fittoGran battaglia per està con Orlando .
E come finto quel s'era poi maro -Così coprire il siici timor sperando,Ch’erad’bauer continua guerra meco,Fincsie la buona spada haueste seco.
E dicea,elstimitato hauea il Castole.
Il qual si strappa i genitali sui,Vedendosi a le spalle il cacciatole ,
Che sà elle non ricerca altro da lui,Gradaste) non vdì tutto il tenoreChe dille; Non vò darla a teme altrui,Tanto oro,tanto affanno, e tanta genteCi ho speso,ciste ben mia debitamente.
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Cercati pur fornir d’vistasira spada ,
Cistio voglio questa, e non ti paia nono,Pazzo o saggio, ch’Orlando se ne vada,Hauerla intendo, ouunque io la ritrovoTu lenza testimoni insù la stradaTe Pvsurpasti, io qui lietc'ne mono, ,La mia ragion dirà mia scimitarra,
E saremo ìigìuditio ne la sbarra,s9
Prima di guadagnarla t’apparécchia,
Che tu Padopri contra Rodomonte.
Di copiar prima Parme è vsàza vecchia,Cista la battaglia il Caualiersstifiroute.Più dolce suon non mi viene all’orccchiaRispose,alzando il l attato la fronte.Che, quando di battaglia alcun mi tentaMa fa che Rosomene lo consenta.
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