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TRENTESIMA
Che no potrà,se non co biasrno,e [corno,E inimicitia di tutta sua genteFare al marito sito mai più ritorno ,
Si che lo sappia ogn’vn pubicamente ,Come s’bauea pensando,notte,e giornpPiù volte disegnato ne ja mente,
E tra lor’era la promeilâ tale ,
Chel ritrarsi,e il penar più poco mie ..
icìd-n ' 1 ì quella vsata ne le cose auucrse"Ti* Di non mancarle di soccorsi fidi.
Dico Melissit Maga, non soffèrteVdirne il pianto, e i dolorosi gridi :
E venne a consola ila, e le presèrie >Quando ne fòlle il tempo alti sussìdi,
E disturbar quella pugna futura ,
Di espella piange > e si pon tanta cura .7+
j’f^'Rinaldo intanto, e l’indito RuggieroM.watc Apparecchiauan Parme a la tenzone,[««mi Di cui douea l’eletta al caualiero >
che del Romano Imperio era câpione .■aiouî:;; E come quel,che poi che ’1 buó destriero®*‘l» Perde Baiardo âdo sempre pedonesglia“'-vmi: Si elelse a pie. coperto a piastra > e a rna-)iIìiiÌì:îs Có Pazza , e col pugnai far la battaglia
fé O soste caso, o sofìe pur ricordo
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Di Malagigi sua, prolùdo,e saggio,
Che sapea,quanto Bastarda ingordoIl tagliohauea da tare a Parme oltraggioCombatter séza spada tur d’accordo (gioL’vno,e l’altro guerrier,come detto bag-Del luogo s’accordar prestò a le muraDePAntico Ari i,in vira gran pianura76
%e,ks7 A pena hauea la vigilante Aurora
3 come: :
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Da Postel di Titon fuor mesto U capoPer dare al giorno terminato ,e a Phora,CtPera presisi la battaglia, capo,Qu_ando di qua,e di là,vennero suoraI depurati, e questi in ciascun capoDe gli steccati, i pastiglio» tirato,Apprestò a i quali âbi vn’alcar fermato.
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Nó molto dopo Istrutto a schiera a fchieSi vede vfeir Pestercito Pagano fraIn mezo armato, e sontuoso v’eraDi Barbarica pompa il Re A tucano ,Es’vn Baio corsier di chioma nera ,
Di fronte bianca,e di due piò balzano,
A par a par con lui venia Ruggiero ,
A cui sentir non è Martello altiero .
L'tlmo che dianzi con tr,maglio tauroTraile di testa al Re di Tarlarla ,
Destino, che celebrato in maggior cantoPortò i 1 Ttosino Hettor milPanni pria :Gli porta il Re Marsilio a canto a cantoAltri Prencipi, & altra BaroniaS’hanno partito l’alcr’arme sta loroRicche di gioie, e ben £ egiato d’oro . '
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Da l’altra parte fuor de 1 gran ripariRe Carlo vici con la sua gence.dstirme- 'Coligli ordini medefmi, e modi pan.Clic cerna, se veniste al farro d’arme.Cingonlo intorno isuoi fimosi ripari :
E Rinaldo e con lui con cucce Parme.Fuor che l’elmo,che fu del Re Mâbriuo ,Che porta Vggier Danese Paladino-
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E di due Azze ha il Duca Namo l’vna ,
E salita Salamoii Re di Bertagna ,
Carlo da vn lato i tuoi tutti laguna :
Da Pallia son quei d’Africa.e di Spagna.Nel mezo non appai persona alcuna ;Voto riman gran sparin di campagna :Che per bando commune a chi vi sale,Eccetto a i duo guerrieri, e capitale.
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Poi che de Parme la feconda elettaSi-dièal campimi de! popolo Pagano :Duo sacerdoti, Pvn de Balera fetta ,L’altro de Pallia vscir co i libri in inailo.In quel del nostro è la vita perfèttaScritta di Curi sto -• e l’altro è P Alcorano.Con quel de PEuangelio si fé inalileL’Imperatoricó l’altro il Re Agramante-8 z
-Giunto Carlo a PAltar, che statuitoI suoi gli batteano, al ciel leuò le palme ,E dislè: o Dio,citai di morir patitoPer redimer da morte le nostr’alme :
O Donna: il cui valor fu si gradito ,
Che Dio prese da te svinane salme:
E none mesi sii nel tuo santo aluoSempre serbando il fior vergineo salito.
Statemi testimoni,ch’10 promettoPer me é per ogni mia successioneAi Re Agramante,Se a chi dopo elettoSarà al goiierno di sua regione,
Dar venti some ogni anno d’oro schiettoS’hoggt qui rima vinto il m o campione:E ch’10 prometto subito la treguaIncorriyuciaf, clic poi perpetua segua.
Ese