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Tal fra le tane e i coronati vini,
[.Onde a l’ospite suo se lieta pompa(La Punica Regina ( i ), i canti alzava)jopa crinito: e la Regina intanto/Da’begli occhi stranieri iva beendosL’oblivion del misero Sichèo (i).rE tale allor che l’orba Itaca in vano^■Chiedea a Nettun la prole di Laerte (3)*
(Pernio (4) idudìa co’versi e con la cetra^La facil mensa rallegrar de’Proci,
)Cui dell’errante Ulisse i pingui agnellifE i petrosi licori, e la consorte ||
[■Invitavano al pranzo. Amici or piega ,rGiovin Signore, al mio cantar gli orecchi<Or che tra nuove Elise, ( 3 ) e novi Proci , (6)
E tra
( 1 ) D idem Regina di Cartagine . Vedasi Virg•c Eneid• hi•
(2) Sichèo Marito di Didone ucciso daPig-i
\mattone di lei fratello per impadronirsi delle dA\Jui ricchezze. \
(3) Ulisse figlio di Laerte , e Marito di Pe-i
rnelope , Re d’Itaca . ■>
J (4) Fernia sonatore , e Cantore di cui parlai\Omero Odisi, lib- 1. e altrove. j
(5) Elisa ì soprannome di Didone , a cui fifJ allude qui dal Poeta •
( 6 ) / Proci erano gli Amanti di Penelope Àl lpretensori di lei nelPafien^a di Ulisse.