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Il mattino, il mezzo giorno e la sera : poemetti nuovamente illustrati con note istoriche / [Giuseppe Parini]
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LXV11I

Tal fra le tane e i coronati vini,

[.Onde a lospite suo se lieta pompa(La Punica Regina ( i ), i canti alzava)jopa crinito: e la Regina intanto/Dabegli occhi stranieri iva beendosLoblivion del misero Sichèo (i).rE tale allor che lorba Itaca in vano^Chiedea a Nettun la prole di Laerte (3)*

(Pernio (4) idudìa coversi e con la cetra^La facil mensa rallegrar deProci,

)Cui dellerrante Ulisse i pingui agnellifE i petrosi licori, e la consorte ||

[Invitavano al pranzo. Amici or piega ,rGiovin Signore, al mio cantar gli orecchi<Or che tra nuove Elise, ( 3 ) e novi Proci , (6)

E tra

( 1 ) D idem Regina di Cartagine . Vedasi Virgc Eneid hi

(2) Sichèo Marito di Didone ucciso daPig-i

\mattone di lei fratello per impadronirsi delle dA\Jui ricchezze. \

(3) Ulisse figlio di Laerte , e Marito di Pe-i

rnelope , Re dItaca .>

J (4) Fernia sonatore , e Cantore di cui parlai\Omero Odisi, lib- 1. e altrove. j

(5) Elisa ì soprannome di Didone , a cui fifJ allude qui dal Poeta

( 6 ) / Proci erano gli Amanti di Penelope Àl lpretensori di lei nelPafien^a di Ulisse.