LXIX
E tra fedeli ancor Penelopèe > C i )
■Ti guidano a la mensa i versi miei .
. Già dal meriggio ardente il sol fuggendoVerge a 1’ occaso ; e i piccioli mortaliDominati dal tempo escon di UovoA popolar le vie ih’a l’Oriente[■Volgon ombra già grande.- a te null’altro-Dominator suor che te stesso è dato.
» Al fin di consiglia) fi al fido speglio
[La tua Dama cessò. Quante uopo è volteIChiedette, e rimandò novelli ornati ;j Quante convien de le agitate ognora[Damigelle or con verri or con garriti[Rovesciò la fortuna ; a se medesma>. Quante volte convien piacque e dispiacque^;[E quante volte è d’uopo a se ragioneIpece, e a’suoi lodatori. I mille intorno[Dispersi arnesi aitin raccolse in uno[La con sapevo! del suo cor ministra :
[Alfin velata d’un leggier zendadoiE’stara tutelar di lua bel tate ;e E la seggiola sacra un po’ rimossi
[ ( i ) Penelope figlia d' lento, famosa per la-
'sua javìexia , Moglie d' Olijfe , a cui. seppe^[con arte JerParJi fedele . Uom. Odi ss- Ovid-[Ep. 2-
E tra fedeli ancor Penelopèe > C i )
■Ti guidano a la mensa i versi miei.
. Già dal meriggio ardente il sol fuggendoVerge a 1’ occaso ; e i piccioli mortaliDominati dal tempo escon di UovoA popolar le vie ih’a storiente[Volgon ombra già grande.- a te null’altro^Dominator suor che te stesso è dato.
» Al fin di consiglia) si al fido speglio
[La tua Dama cessò. Quante uopo è volteIChiedette, e rimandò novelli ornati ;j Quante convien de le agitate ognora[Damigelle or con vezzi or con garriti[Rovesciò la fortuna ; a se medesma>.Quante volte convien piacque e dispiacque^;[E quante volte è d’uopo a se ragioneIPece, e a’suoi lodatoti. I mille intorno[Dispersi arnesi alfin raccolse in uno[La conlàpevo! del suo cor ministra :
[Alfin velata d’un leggier zendadoiE’stara tutelar di sua bel tate ;l E la seggiola sacra un po’ rimossi
[ ( i ) Penelope figlia d’’ Icato, famosa per la-'sua javìcola , Moglie d' Olijfe , a cui seppe[con arte JerParJi fedele . Uom. odifš- Ovid-!ssp. 2-