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"w \sisa.iiato assetato estenuato
E. val velenoso aere stagnante oppresso.Tra l’inutile ciurma al suol languendo .
Però ti giovi de la scorsa notteRicordar le vicende j e con obliquiMotti punger!'alquanto, o se nel volto■Paga più che non suole accor su vista-v.il novello straniere; e co’bei labriJKSemiaperti aspettar, quasi marina{(Conca, la soavissima rugiadaDe’novi accenti.' o se cupida troppoCol guardo accompagnò di loggia in loggiayjs& -seguace di Marte, îdol .vegliarneDe’seminili voti, a la cui chioma.Col lauro trionfai s’ avvolgon milleE mille fiondi de l’Idalio mirto ( r ).
Colpevole o innocente allor la bellaDama improvviso adombrerà la fronteD’ un nuvoletto di verace (degnoÎSO simulato, e la nevosi (pasta-^desterà un poco , e premerà col dentejjJL’ infimo labro; e volgeransi alfinej^Gli altri a bear le sue parole estreme.
M D Fors’
( I ) Pianta sempre verde , consacrata a Ve Arnere , perdi abbondante sul monte Ida/ Creta .
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