LXXX
?Che gli uomini e le sere e i fiori e 1’erbe^Ravviva riconforta allegra e abbeila •
Oh beati tra gii altri, oh cari al cielo! Viventi a cui con miglior man Titano < i )Formò organi illustri, e meglio tese,
|E di fluido agili stimo inondolli /
[Voi l’ignoto solletico sentisterDel celeste motore* In voi ben tosto.Le voglie fisi meritar, nacque il desio*
I Voi primieri scopriste il buono, il meglio i) E con foga dolcissima corresteA postèderli. Allor quel de’due sessi,fChe necessario in prima era soltanto,
>D’amabile, e di bello il nome ottenne*
, Al giudiz.ro di Paride Ci) voi deste! Il primo esèmpio : tra feminei volti) A distinguer s’apprese i e voi sentiste
Pri-
( i ) Titano figliuolo del Cielo e della Ter\ra * Ti.' anche detto Saturno , ed è preso anche taLpežCìelo . Vedasi Luciano , Ovid.Hygin.ee- -X) ( 2 ) Paride G lavane bellissimo figlio di Pria- ssi
ime Ise di Troja , fa da Giove eletto a)dicare cui fi dovesse il Pomo d'oro gettato dal-\Ja Discordia Jitila Mensa degli Dei nellei^e di Teli , e di Pelea • Egli , lo credè dovuto\ji\ a Venere , pgrsvas ? dalle sue promes e, e se ne sdegni jS"r/1 fattamente Giunone, che cagionò la rovinasi-\della sua Patria. Hom* Ovid. Herod* M