LXXXI
‘Primamente le grazie - A voi tra millerSapot sur noti i più. soavi: alloraÎFu il vin preposto a Inonda, - e il vin s’elestt'Figlio de’traiti più riarsi, e postiI A’ più fervido sol, ne’più sublimiColti dove più zolfo il suolo impingua (i )•Così 1’uom si divise: e fu il Signore‘Dai Volgari distinto a cui nel seno.Troppo languir l’ebeti fibre, inette, A rimbalzar lotto i soavi colpiDe la nova cagione onde sur tocche:
E quasi bovi al suol curvati ancoraDinanzi al p un gol del bisogno andato;
E tra la servitute, e la viltade■ E ’l travaglio, e sinopia a viver nati,
Ebber nome di Plebe. Or tu SignoreChe feltrato per mille invitte reniSangue racchiudi, poiché in altra etadeArte, forza, o fortuna i padri suoi'Grandi rendette, poiché il tempo alfine'Lor divisi tesori in re raccolse,
, Dei tuo senso gioisci, a te da i numi1 D 5 Con-
1 (il Non vi è dubbi» , che i vini che fi e-sraggono dalle vigne po/ìe a soliv», ed in col-lina , non riescano Pili vigorosi . Ved- M. BidetColtivadelle Viti-
‘Primamente le grazie - A voi tra millerSapov sur noti i più soavi: allora[Fu il vin preposto a l’onda ; e il vin s’el'Figlio de’tralci più riarsi, e posti! A’ più fervido sol, ne’più sublimiColli dove più zolfo il suolo impingua (l )Così 1'uom si divise: e fu il Signore‘Da! Volgari distinto a cui nel seno.Troppo languir l’ebeti fibre, inette, A rimbalzar sotto i soavi colpiDe la nova cagione onde sur tocche:
E quasi bovi al suol curvati ancoraDinanzi al p un gol del bisogno andato ;
E tra la servitute, e la viltade,
■ E ’l travaglio, e sinopia a viver nati,Ebber nome di Plebe. Or tu SignoreChe feltrato per mille invitte reniSangue racchiudi, poiché in altra etadeArte, forza, o fortuna i padri suoi'Grandi rendette, poiché il tempo alfine'Lor divisi tesori in re raccolse,
, Dei tuo senso gioisci, a te da i numi
! ( i ) Non vi è dubbi» , ebe i vini cb ?straggono dalle vigne pojìe a soliv», ed in
S Uina , non riescano Pili vigorosi - Ved- M-1Coltivadelle Viti-
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