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Il mattino, il mezzo giorno e la sera : poemetti nuovamente illustrati con note istoriche / [Giuseppe Parini]
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W LXXXII

wConcefisa parte : e llumiL vulgo intanto

Tjr-de lindustria donato, ora. ministriJ&A te i piaceri tuoi nato a recarli.

(Su la mensa real', non a gioirne,.

Ecco la- Dama tua sasside al desco.

)Tu la. man,-abbandona ; e mentre il servo[La seggiola avanzando, a Pagii fiancorLa sottopon , sicché lontana troppo[Ella non sia, da vicin col perto^

Prema troppo la mensa, un picciol salto(Spicca ,. e chino-, raccogli a lei del lemboj II diffuso volume. A Iato poscia[Di lei tu siedi : a cavalier gentileHi fianco abbandonar de la sua DamafNon sia lecito mai, se già non sorge^Strana cagione a merirar ,,chegli usi(Tanta licenza. Un Nume f r) ebber gli antichi(immobil sèmpre , e eha lo stesso padre[Degli Dei non-cedette , allor. chei venneMi! Campidoglio ad abitar, sebbenerE Giulio e Febo e Vènere, e Gradivo

E. tut

e ( i ) II Dio Termine , o Terme , che pressofigli Antichiprefìedeva <i' limiti de' Campi. Sfian-\do. gli Dei: voliera cedere-il luogo nel' Campi(doglie a Giove, fi r}Ttratvno-ne' vicini luoghi bersrìveren^a , ma il Dio Termine non: volle, rimo-

sLverfc dal suo pojio .