XCI;
rtfdì se sua condanna .■ a lui non valse^.Merito quadrilustre ; a lui non valse(Zelo d'arcani uficj: in van per lui(Fu pregato e promesso; ei nudo andatane|De l’affisa spogliato ond' era un giorno^Venerabile al vulgo. In van novellorSignor sperò ,• che le pietose Dame> Inorridito, e del misfatro atroce(Odiar fautore - Il misero si giacque(Con la squallida prole, e con la nuda| Consorte a lato su la via spargendo^Al passeggiere inutile lamento:fE tu vergine cuccia,, idol placatofDa le vittime umane, isti superba-
Fia tua cura, o Signore, or che più ferv(La melisi, di vegliar su i cibi, e pronto/Scoprir qual d’effi a la tua Dama è caro :
IO qual di raro augel , di stranio pescesParre le aggrada- Il tuo coltello Amorer Anatomico renda-, Amor che tutte>De gli animali noverar le membra[Puote, e diseerner se qual abbian tutte(u(o e natura - Più d'ogn'altra colaI Però ti caglia rammentar mai semprejQual più cibo le nuoca, o qual più giovi;;rE i' un rapisci a lei , l’altro concedi?Come d’uopo ti par. Serbala,, oh dio!^Serbala a. i cari figli. Effi dal giorno
Che
!