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I Promessi Sposi : Storia Milanese Del secolo Decimosettimo / Di Alessandro Manzoni
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fretta, a rubarle per cibo della famiglia qualche erba di cui lafame aveva insegnato che gli uomini potevano pur vivere.Queste viste crescevano ad ogni passo la mestizia del frate, ilquale camminava già col triste presentimento in cuore di an-dare a sentire una qualche sciagura.

Ma perchè pigliava egli tanto pensiero di Lucia? E per-chè al primo avviso sera egli mosso cosi sollecitamente, comead una chiamala del padre provinciale? E chi era questo padreCristoforo? Bisogna soddisfare a tutte queste domande.

Il padre Cristoforo da *** era un uomo più presso ai sessantache ai cinquanlanni. Il suo capo raso, salvo la picciola strisciadi capelli che lo cingeva al mezzo come una corona, secondo ilcostume cappuccinesco, si alzava di tempo in tempo con unmovimento che lasciava trasparire un non so che di altero edinquieto ; e tosto si abbassava per riflessione di umiltà. Labarba grigia e lunga, che gli copriva le guance e il mento, fa-ceva ancor più risaltare le forme rilevale della parto superioredel volto, alle quali unastinenza , già da gran pezzo abituale,aveva assai più dato di gravità che tolto di espressione. Due oc-chi incavati erano per lo più chinali a terra , ma talvolta sfol-goravano con vivacità repentina, come due cavalli bizzarri,condotti a mano da un cocchiere col quale sanno per costumeche non si può vincerla, pure danno di tratto in tratto qualchescambietto, che scontano tosto con una buona strappala di morso.

Il padre Cristoforo non era sempre stato cosi, sempreera stato Cristoforo: il suo nome di battesimo era Ludovico. Eraegli figliuolo dun mercante di(questi asterischi vengono tuttidalla circospezione del mio anonimo), che sugli ultimi anni suoi,trovandosi assai fornito di beni, e con quellunico figliuolo, avevarinunziato al traffico, e sera dato a vivere da signore.

Nel suo nuovo ozio, cominciò ad entrargli in corpo unagran vergogna di tutto quel tempo che aveva speso in far qual-che cosa a questo mondo. Predominalo da questa fantasia, stu-diava egli ogni modo di far dimenticare che era slato mercante:avrebbe voluto poterlo dimenticare egli stesso. Ma il fondaco,le balle, il giornale, il braccio, gli comparivano sempre nellamemoria, come lombra di Banco a Macbeth, anche fra la pompadelle mense e il sorriso dei parassiti. E non si potrebbe dire lacura che dovevano porre quei poveretti a schifare ogni parola

I Promessi Sposi. 5