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I Promessi Sposi : Storia Milanese Del secolo Decimosettimo / Di Alessandro Manzoni
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che potesse parere allusiva alla antica condizione del convitante.Un giorno, per raccontarne una sola, un giorno, in sul finiredella tavola, nei momenti della più viva e schietta allegria, chenon si sarebbe potuto dire chi più godesse, o la brigata di spa-recchiare, o il padrone daver apparecchiato, andava egli stuz-zicando con superiorità amichevole uno di quei commensali, ilpiù onesto mangiatore del mondo. Questi, per corrispondere allacelia, senza la menoma ombra di malizia, proprio col candored un bambino, rispose: "Eh, io faccio orecchie da mercante.Egli stesso fu tosto colpito dal suono della parola che gli erauscita di bocca: guardò con faccia incerta alla faccia del padro-ne, che si era annuvolata: 1 uno e laltro avrebbero voluto ri-prendere quella di prima; ma non era possibile. Gli altri con-vitati pensavano ognuno da per se al modo di sopire il piccioloscandalo, e di fare una diversione; ma pensando, tacevano, edin quel silenzio lo scandalo era più manifesto. Ognuno scansavadincontrare gli occhi degli altri; ognuno sentiva che tutti eranooccupati del pensiero che tulli volevano dissimulare. La gioiaper quel giorno se ne andò; e il povero imprudente, o per par-lare con più giustizia, disfortunato, non ricevette più invito.Così il padre di Ludovico passò gli ultimi suoi anni in angustiecontinue, temendo sempre» dessere schernito, e non riflettendomai che il vendere non è cosa più ridicola che il comperare, eche quella professione di cui allora si vergognava, laveva pureesercitata per tanti anni, in presenza del pubblico, e senza ri-morso. Fece educare il figlio nobilmente, secondo la ragione dei(empi, e per quanto gli era concesso dalle leggi e dalle consue-tudini; gli diede maestri di lettere e di esercizj cavallereschi;e morì lasciandolo ricco e giovanetto. Ludovico aveva contrattoabitudini signorili; e gli adulatori, fra i quali era cresciuto, loavevano avvezzo ad esser trattato con mollo rispetto. Ma quandovolle mischiarsi coi principali della sua città, trovò un fare bendiverso da quello a cui era accostumato; e vide che per viverein loro compagnia, come avrebbe desiderato, gli conveniva fareuna nuova scuola di pazienza e di sommissione, star sempre aldi sotto, e ingozzarne una ad ogni momento. Un tale modo divivere non si accordava colla educazione, colla natura diLudovico. Si allontanò da essi indispettito. Ma poi ne stava lon-tano amalincuore; perchè gli pareva chequestiveramenteavreb-