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come un fanciullo alla gonna della mamma. Quei che avevanomantenuta la piazza vola, fanno ora, con un sollevar di mani,di cappelli, come una rete, una nuvola, per sottrarre alla vistapericolosa della moltitudine il vicario; il quale entra il primonella carrozza, e vi si accoscia in un angolo. Ferrer sale dipoi; Io sportello si chiude. La moltitudine intravvide, seppe;indovinò quel che era accaduto; e mandò un fragore confusod’applausi e d’imprecazioni.
La parte del viaggio che rimaneva da farsi poteva parerela più difficile e la più rischiosa. Ma il voto pubblico era abba-stanza spiegato per lasciare andar prigione il vicario; e neltempo delta fermata, molti di quei che avevano agevolalo l’ar-rivo di Ferrer, s’erano tanto insegnati a preparare e a mante-nere una corsia nel mezzo della folla, che la carrozza potè,questa seconda volta, scorrere un po’ più spedita, e con un an-damento'continuo. A proporzione ch’ella andava innanzi, ledue turbe contenute sui lati si ricadevano addosso e si rimi-schiavano dietro a quella.
Ferrer, appena seduto, s’era chinato per ammonire il vi-cario, che si tenesse ben rincantucciato nel fondo, e non si la-sciasse vedere, per amore del cielo; ma non fu mestieri del-l’avverlimento.Egli, all’opposto, doveva mostrarsi, per occuparee attirare a se tutta l’attenzione del pubblico. E per tutta que-sta gita, come nella prima, fece al mutabile uditorio un’aringa,la più continua nel tempo e la più sconnessa nel senso chefosse mai; interrompendola però a ogni tanto con qualche pa-rolina spaanuola, che in fretta in fretta si volgeva a sussurrarnell’orecchio del suo acquattato compagno. "Si, signori; panee giustizia: in castello, in prigione, sotto la mia guardia. Gra-zie, grazie, mille grazie. No, no; non iscapperà! Por ablandar-los. È troppo giusto; si esaminerà, si vedrà. Anch’io vogliobene a loro signori. Un castigo severo. Esto lo diga por su bien.Una meta giusta, una mela onesta, e castigo agli atfamatori. Sitirino da canto, di grazia. Si, si; io sono un galantuomo, amicodel popolo. Sarà castigato: è vero, è un birbante, uno scellera-to. Perdane, usled. La passerà male, la passerà male.... si estàculpuble. Si, si, li faremo arar dritto i fornai. Viva il re e ìbuoni Milanesi, i suoi fedelissimi vassalli! Sta fresco, sta fre-sco. Animo; esldmos ya quasi [nera.”
I Promessi Sposi*