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casa e della via. Ma le vie e le piazzette del contorno eranosparse di crocchi: dove erano due o tre fermati, (re, quattro,venti altri si fermavano; altri se ne staccava, altri vi soprag-giungeva: era come quella nuvolaglia che talvolta rimane dis-seminala, e si muove per l’azzurro del cielo dopo un temporale;e fa dire a chi guarda in su: — questo tempo non è ben raccon-cialo.—Quivi era un vario, confuso e mutabile parlamento: altriraccontava con enfasi i casi particolari veduti da lui; altri nar-rava ciò ch’egli stesso aveva operalo; altri si rallegrava eli e lacosa fosse finita bene, e lodava Ferrer, e pronosticava guai seriipel vicario; altri, sghignando, assicurava che non gli sarebbefatto male, e cbe il lupo non mangia della carne di lupo; altripiù stizzosamente mormorava che non s’erano fatte le cose adovere, che egli era un inganno, e che era stata pazzia fartanto chiasso, per lasciarsi poi minchionare a quel modo.
Intanto il sole era caduto, le cose andavan facendosi tuttedi un colore; e molli, stanchi della giornata e annoiandosi diciarlare al buio, tornavano verso casa. II nostro giovane, dopoavere aiutala l’andata della carrozza finché v’era stato mestierid’aiuto, ed essere passalo anche egli dietro ad essa, tra le filedei soldati, come in trionfo, si rallegrò quando la vide scorrereliberamente, fuori del pericolo; fe un po’di strada con la folla,e ne usci al primo sbocco, per .respirare aneli’egli un po’libe-ramente. Fatto ch’ebbe pochi passi al largo, in mezzo all’agi-tazione di tante immagini, di tante passioni, di tante memorierecenti e confuse, senti un gran bisogno di cibo e di riposo; ecominciò a guardare in su, da una banda e dall’altra, se ve-desse un’insegna di osteria, giacché per andare al conventodei cappuccini era troppo tardi. Cosi, camminando colla testaall’aria, andò ad intoppare in un crocchio; e fermatosi, inteseche vi si parlava di congetture, di disegni, e di proposte peldomani. Stato un momenlo ad udire, non potè tenersi di nondire anch'egli la sua; parendogli che potesse senza presunzionemetter qualche parlilo chi aveva tanto operalo. E impressiona-to, per tutto ciò che aveva veduto in quel giorno, che ormai,per mandare ad effetto una cosa, bastasse farla gustare a queiche giravano per le strade, "I miei signori!” gridò in tuonod’esordio; "ho da dire anch’io il mio debole parere? Il mio de-bole parere è questo: che non è solamente nell’affare del pane