- 283 —
glio di vigore. A un certo punto, quel rincrescimento, quell’or-rore indefinito con cui l’animo combatteva da qualche tempo,parve soverchiarlo subitamente. Era per perdersi affatto; maatterrito più che d’ogni altra cosa del suo terrore, richiamò alcuore gli antichi spiriti, e gli comandò che reggesse. Cosi rin-francato un momento, si fermò su due piedi a deliberare; e ri-solveva d’ uscir tosto di quivi per la via già percorsa, d'andardritto all’ ultimo paese per cui era passalo, di tornar fra gli uo-mini e di cercar quivi ricovero, anche all’osteria. Or mentrecosi stava, sospeso il fruscio dei piedi nel fogliame, tutto ta-cendo d’intorno a lui, un romore gli venne all’ orecchio, unmormorio, un mormorio d’acque correnti. Bada; s’accerta;esclama: "È PAdda!”Fu il ritrovamento d’un amico, d’un fra-tello, d’un salvatore. La stanchezza quasi scomparve, gli tornòil polso, senti il sangue scorrer libero e tepido per tutte le vene,senti crescer la fiducia dei pensieri, e svanire in gran partequella scurità e gravità delle cose; e non esitò ad internarsi viepiù nel bosco dietro all’ amico romore.
Giunse in breve alla estremità del piano, sull’orlo d’unaripa profonda; e traguardando per le macchie che tutta la ri-vestivano, vide luccicare al basso l’acqua scorrevole. Alzandopoi lo sguardo, scerse il vasto piano dell’altra riva, sparso dipaesi, e al di là i colli, e sur uno di quelli una grande macchiabiancastra, in che gli parve di distinguere una città, Bergamosicuramente. Scese un po’ sul pendio, e separando e diramandocon mani e braccia il prunaio, guardò giù, se qualche barchettasi movesse sul fiume, ascoltò se udisse un batter di remi; manon vide nè intese nulla. Se fosse stato qualche cosa di meno •dell’Adda, Renzo scendeva allora allora per tentarne il guado;ma egli sapeva bene che con l’Adda non era da far cosi a sicurtà.
Però si pose a consultar seco stesso molto pacatamentesul partito da prendere. Arrampicarsi sur una pianta e starquivi aspettando l’aurora, per forse sei ore ch’ella poteva an-cora indugiare, con quella brezza, con quella brina, in quel-1’ abito, v’ era più del bisogno per assiderare. Far le volte in-nanzi e indietro per esercitarsi in tutto quel tempo, oltre chesarebbe stato poco efficace aiuto conira il rigore del sereno,egli era un troppo richiedere da quelle povere gambe che giàavevano fatto più del loro dovere. Gli sovvenne in buon punto