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I Promessi Sposi : Storia Milanese Del secolo Decimosettimo / Di Alessandro Manzoni
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gli pareva che non avrebbe esitalo, se si trovasse al giornochiaro, fuori, in faccia alla genie: gittarsi in unacqua, e spa-rire. E assorto in queste contemplazioni tormentose, andavaalzando e riabbassando alternamente con uua forza convulsivadel pollice il cane della pistola; quando gli cadde in mente unaltro pensiero. Se quellaltra vita di cui mhanno parlaloquandera ragazzo, di cui parlano sempre tuttavia, come sefosse cosa sicura, se quella vita non cè, se è una inven-zione dei preti; che fo io? perchè morire? che importa quellochio abbia fallo? che imporla? È una pazzia la mia.... E se cèquest altra vita...!

A un tal dubbio, a un (al risico, gli venne addosso unadisperazione più nera, più pesante, dalla quale pur collamortesi poteva fuggire. 1.asciò cader larme, e stava colle un-ghie nei capelli, battendo i denti, tremando con tulle le mem-bra. Tutto ad un tratto gli si levarono nella memoria parole cheaveva intese e rinlese poche ore prima:Iddio perdona tantecose, per unopera di misericordia!E non gli tornavano giàcon quellaccento di umile preghiera con che erano stale pro-ferite; ma con un suono pieno dautorità, e che insieme indu-ceva una lontana speranza. Fu quello un momento di sollievo:levò le mani dalle lempie, e in unaltitudine più composta,affisò gli occhi della mente in colei che aveva pronunziatequelle parole; e la vedeva, non come la sua capliva, una sup-plichevole, ma in atto di chi dispensa grazia e consolazione.Aspettava ansiosamente il giorno per correre a liberarla, a sen-tire dalla bocca di lei altre parole di refrigerio e di vita; sim-maginava di condurla egli slesso alla madre. E poi? che faròdomani, il resto della giornata? Che farò doman laltro? Chefarò dopo doman laltro? E la notte? La notte, che tornerà fradodici orel Oh la notlel no, no, la notte!E ricaduto nel vótopenoso dellavvenire, cercava indarno un impiego del tempo,un modo di vivere i giorni, le notti. Ora si proponeva di ab-bandonare il castello, e di andarsene in paesi lontani, dove nonsi fosse inteso parlar di lui; ma sentiva che egli, egli sarebbesempre con se: ora gli rinasceva una fosca speranza di ripigliarlanimo antico, le antiche voglie; e che quello fosse come undelirio passeggero. Ora paventava il giorno, che doveva mo-strarlo ai suoi cosi miserabilmente mutato; ora Io sospirava,

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