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sarebbe attribuita ad una felicità straordinaria di temperamento;ed era l’effetto d’una disciplina costante sopra un’indole subitae viva. Se qualche volta si mostrò severo, anzi brusco, fu coipastori suoi subordinati che scoprisse rei di avarizia, o di ne-gligenza, o d’altre tacce specialmente opposte allo spirilo delloro nobile ministero. Per ciò che potesse toccare o il suo in-teresse, o la sua gloria temporale, non dava mai segno di gioia,nè di rammarico, nè di ardore, nè di agitazione: mirabile sequesti moli non si destavano nell’ animo suo, più mirabile sevi si destavano. Non solo dai molti conclavi ai quali assistette ri-portò il concetto di non aver mai agognato a quel posto cosidesiderabile all’ambizione e cosi terribile alla pietà; ma unavolta che un collega, il quale contava assai, venne a offerirgliil suo voto e quelli della sua (pur troppo così dicevano) fazione,Federigo rifiutò una tal proposta in modo che quegli depose ilpensiero, e si rivolse altrove. Questa stessa modestia, questoarenamento dal predominare apparivano egualmente nelle oc-casioni più comuni della vita. Attento e infaticabile a disporree a governare, dove riteneva che fosse suo debito il farlo, ri-fuggi mai sempre dall’impàcciarsi nelle faccende altrui; anzi siscusava a tutto potere dall’ ingerirvisi ricercato: discrezione econtinenza non comune, come ognun sa, negli uomini zelatoridel bene, quale era Federigo.
Se volessimo lasciarci andare a questa vaghezza di racco-gliere i tratti notabili del suo carattere, ne risulterebbe certa-mente un complesso singolare di meriti in apparenza opposti,e certo diffìcili a trovarsi insieme. Però non ometteremo di no-tare un’altra singolarità di quella bella vita: che, piena com’ellafu di azione, di governo, di funzioni, d’insegnamento, di udien-ze, di visite diocesane, di viaggi, di contrasti, non solo lo stu-dio vi ebbe luogo, ma ve n’ ebbe tanto, che per un letterato diprofessione sarebbe bastato. E in fatti, con tanti altri e diversititoli di lode, egli ebbe in alto grado, presso i suoi contempo-ranei, quello d’uomo dotto.
Non dobbiamo però dissimulare eli’ egli teline con fermapersuasione, e sostenne in fatto con lunga costanza qualcheopinioni, che al giorno d’ oggi parrebbero ad ogni uomo piutto-sto strane che mal fondate; dico anche a coloro che avrebberouna gran voglia di trovarle buone. Chi lo volesse difendere in