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I Promessi Sposi : Storia Milanese Del secolo Decimosettimo / Di Alessandro Manzoni
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cerca, e in breve tornò ad annunziare che arrivava. Si volsepoi a don Abbondio, e gli disse: "Signor curato, se mai deside-rasse di porlar lassù qualche libro, per passar tempo, da poveruomo posso servirla; chè anchio mi diverto un po a leggere.Cose non da par suo, libri in volgare ; ma però....

" Grazie, grazie; rispose don Abbondio : "sono circostanze,che si ha appena testa da applicare a quel che è di precetto.

Mentre si fanno e si ricusano ringraziamenti, e si ricam-biano condoglianze e buoni augurj, inviti e promesse dunaltrafermala al ritorno, il baroceio è giunto dinanzi alluscio davia. Vi pongono le gerle, monlan su, e imprendono, con unpo più dagio e di tranquillità danimo, la seconda metà delloro viaggio.

Il sarto aveva detto il vero a don Abbondio intorno allin-nominato. Dal di che lo abbiamo lasciato, egli aveva sempre con-tinualo a fare ciò che allora sera proposto; compensar danni,domandar pace, soccorrer poverelli, ogni bene di ehe gli venisseopportunità. Quel coraggio che altre volte aveva mostralo nellof-fendere e nel difendersi, OTa lo mostrava nel non fare lunacosa laltra. Aveva dismessa ogni arme, e andava sempresolo, disposto ad incontrare le conseguenze possibili di tanteviolenze commesse, e persuaso che sarebbe commetterne unanuova, usar la forza in difesa dun capo debitor di tanto e a tanti;persuaso che ogni male che gli venisse fatto, sarebbe un in-giuria riguardo a Dio, ma riguardo a lui una giusta retribuzione,e che dellingiuria egli meno dogni altro aveva titolo di farsipunitore.Con tutto ciò, era rimasto non meno inviolatodi quandoteneva armate per la sua sicurezza tante braccia e il suo. Larimembranza dellantica ferocia, e la vista della mansuetudinepresente, quella, che doveva aver lasciati tanti desideri di ven-detta, questa, che la rendeva tanto agevole, cospiravano inquella vece a procacciargli e a mantenergli una ammirazione,che gli serviva principalmente di salvaguardia. Era quelluomoche nessuno aveva potuto umiliare, e che sera umiliato. I ran-cori, irritati altre volte dal suo disprezzo e dalla paura altrui,si dileguavano ora dinanzi a quella nuova umiltà: gli offesi ave-vano ottenuta, fuori dogni aspettazione e senza pericolo, unasoddisfazione che non avrebbero potuto promettersi dalla piùfortunata vendetta, la soddisfazione di vedere un tal uomo do-