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I Promessi Sposi : Storia Milanese Del secolo Decimosettimo / Di Alessandro Manzoni
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lente de suoi torli, e partecipe, per così dire, della loro inde-gnazione. Più duno, il cui cruccio più amaro e più intenso erastalo, per molti anni, il non veder probabilità di trovarsi innessun caso più forte di colui per ricattarsi di qualche grantorto, incontrandolo poi solo, disarmato, e in atto di chi nonfarebbe resistenza, non sera sentito altro movimento che difargli dimostrazioni donore. In quellabbassamento volontario,la sua presenza e il suo contegno avevano acquistato, senzachegli lo sapesse, non so che di più alto e di più nobile, per-chè vi appariva, ancor meglio di prima, lassenza dognì timore.Gli odii anche i più rozzi e pertinaci si sentivano come legatie tenuti in rispetto dalla venerazione pubblica per luomo peni-tente e benefico. Questa era (ale, che spesso egli si trovava im-pacciato a schermirsi dalle dimostrazioni che gliene venivanofatte, e doveva por cura a non lasciar troppo trasparire nel voltoe negli alti il sentimento interno di compunzione, a non abbas-sarsi troppo per non esser troppo esaltalo. Sera scelto nellachiesa lultimo luogo; e guai che nessuno andasse mai a preoc-cuparlo: sarebbe stato come usurpare un posto donore. Offen-der poi quelluomo, o anche trattarlo irriverentemente, potevaparere non tanto un delitto e una viltà, quanto un sacrilegio;e quelli stessi, a cui questo sentimento altrui poteva servir di ri-tegno, ne partecipavano anch essi più o meno.

Queste medesime ed altre cagioni stornavano pure da luilanimavversione più lontana della pubblica podestà, e gli pro-curavano, anche da questa parte, la sicurezza della quale eglinon si dava pensiero. Il grado e le parentele, che in ogni tempogli erano stati di qualche difesa, tanto più valevano per lui,ora che a quel nome già illustre e infame, andava aggiunta laraccomandazione personale, la gloria della conversione. I ma-gistrali e i grandi serano rallegrati di questa pubblicamentecome il popolo; e sarebbe paruto strano linfìerire'conlra chi era /stato soggetto di tante congratulazioni. Senzachè, una potestà, >occupata in una guerra perpetua e spesso infelice contra ribel-lioni vive e rinascenti, poteva trovarsi abbastanza contenta des-sere liberata dalla più indomabile e molesta, per non andarea cercar altro: tanto più, che quella conversione produceva ri-parazioni, che la potestà non era avvezza ad ottenere, mancoa richiedere. Tormentare un santo, non pareva un buon mezzo