di torsi la vergogna del non aver saputo reprimere un facino-roso; e l’esempio che si fosse dato in lui non avrebbe polutoaver altro effetlo, che di stornare i suoi simili dal divenire in-nocui. Probabilmente anche la parte che il Cardinal Federigoaveva avuta nella conversione, e il suo nome associalo a quellodel convertito, servivano a questo come d’uno scudo benedetto.E in quello stato di cose e di idee, in quelle singolari relazionideH’aulorilà spirituale e del poter civile, che battagliavano cosidi frequente tra loro senza mirar mai a distruggersi, anzi mi-schiando sempre alle ostilità atti di riconoscimento e protestedi deferenza, e che, pur di frequente, andavano di conservaad un fine comune, senza far mai pace, potè parere in certomodo che la riconciliazione della prima portasse con se l’obli-vione, se non l’assoluzione, del secondo; quando quella s’erasola adoperata a produrre un effetto voluto da entrambi.
Cosi quell’ uomo, sul quale, se fosse caduto, sarebbero corsia gara grandi e piccoli a conculcarlo, messosi volontariamentea terra veniva risparmiato da tutti e inchinalo da molti.
Vero è che v’era pur di molli, a cui quello strepitoso mu-tamento dovè recar tuli’altro che soddisfazione: tanti esecutoristipendiati di delitti, tanti altri socj nel delitto, che perdevanouna cosi gran forza sulla quale erano avvezzi a far conio, cheanche si trovavano in un tratto rotti i fili di trame ordite dilunga mano, nel momento forse che aspettavano la nuova del-l’adempimento Ma già abbiamo veduto che varj sentimentiquella conversione facesse nascere negli scherani che si trova-vano allora presso al loro padrone, e che la udirono annunziaredalla sua bocca: stupore, dolore, abbattimento, cruccio; un po’ditutto, fuorché disprezzo nè odio. Lo slesso accadde agli altrich'egli teneva sparsi in diversi posti, lo stesso ai complici dipiù alto afiare quando riseppero la terribile novella, e a luttiper le cagioni medesime. Mollo odio, come trovo nel luogo al-trove cilato del Ripamonti, ne venne piuttosto al Cardinal Fe-derigo. Riguardavano questo come uno che si era inframmessoda nemico nei loro affari; l’innominato aveva voluto salvar l’a-nima sua: nessuno aveva ragion di lagnarcene.
Di mano in mano poi, la più parte degli scherani dome-stici, non polendo accomodarsi alla nuova disciplina, nè veg-gendo probabilità ch’ella si avesse a mutare, se n’erano an-