SOS —
piuoli; si guardò un’altra volta tutt’all’intorno, e poi sali allaventura, si accomodò quivi per passar la notte, *e prese tostosonno per non destarsi che all’alba. Desto, si condusse carponeverso l’orlo di quel gran letto, mise il capo fuori, e, non ve-dendo pur nessuno, scese per donde era salilo, uscì per dondeera entrato, si mise per istraduzze, prendendo per sua stellapolare il duomo; e, dopo un brevissimo cammino, venne a sbu-car sotto le mura di Milano, tra porta Orientale e porta Nuova,e assai presso a questa.
CAPITOLO M«KAPE*ra©<PTARTO.
Rispetto al modo di penetrare in città, Renzo aveva in-tesi cosi ingrosso che v’ era ordine severissimo di non lasciarentrare persona senza bulletta di sanità; ma che in fatto vis’entrava benissimo, chi appena sapesse un po’aiutarsi e co-glier tempo. Cosi era; e lasciando anche stare le cause gene-rali, per cui, in que’ tempi, ogni ordine era poco eseguito; la-sciando stare le speciali, che rendevano così malagevole larigorosa esecuzione di questo; Milano si trovava ormai in talitermini, da non vedere a che giovasse guardarlo, e da che: echiunque ci venisse, poteva parer piuttosto noncurante dellapropria salute, che pericoloso a quella de’ cittadini.
Su queste notizie, il disegno di Renzo era di tentare ilpassaggio alla prima porta, a cui si fosse abbattuto; se qualcheintoppo vi fosse, girar per di fuori, finché ne trovasse un’altradi più facile accesso. E sa il cielo quante porle s’immaginava,egli che Milano dovesse avere.
Giunto adunque dinanzi alle mura, ristette quivi a guar-dar d’intorno, come fa chi, non sapendo dove gli torni megliodi rivolgersi, par che ne aspetti e ne richiegga qualche indizioda ogni cosa. Ma, a dritta e a sinistra, non iscorgeva che duepezzi d’una strada bistorta, al dirimpetto, un tratto di mura;da nessuna parte, nessun segno d’ uomini viventi: se non che,
I Promessi Sposi . - 43 •