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quel borboglio, in quel brulichio dell’erbe e delle foglie, mosse,sgocciolanti, rinverdite, lucenti; mandava certi respironi lar-ghi e pieni; e in quel risolvimento della nalura sentiva comepiù liberamente e più vivamente quello che s’era fatto nel suodestino.
Ma quanto più schietto e pieno sarebbe stato questo suosentimento, s’egli avesse potuto indovinare quel che si videpochi giorni appresso: che quell’acqua portava via, lavava giù,per cosi dire, il contagio; che, da quella in poi, il lazzeretto,se non era per restituire ai viventi lutti i viventi che contene-va, almeno non ne avrebbe più ingoiati altri; che, fra una set-timana, si vedrebbero riaperti usci e botteghe, non si parlerebbequasi più che di quarantena; e della pestilenza non rimarrebbe,se non qualche segno qua e là; quello strascico che ognuna silasciava dietro per qualche tempo.
Andava dunque il nostro viaggiatore con grande alacrità,senza aver disegnalo nè dove, nè come, nè quando, nè seavesse da fermarsi la notte, sollecito soltanto di portarsi in-nanzi, di arrivar presto al paese, di trovar con cui parlare, acui raccontare, soprattutto di poter presto rimettersi in via perPasturo, alla cerca d’Agnese. Andava, colla mente tutta a ro-more delle cose di quel giorno; ma da sotto le miserie, gli or-rori, i pericoli, veniva sempre a galla un pensierino: — l’ho tro-vala; è guarita; è miai —E allora dava un salterello, eon chefaceva uno spruzzolo all’intorno, come un barbone uscito a rivad’un’acqua; talvolta si contentava di una fregatina di mani:e innanzi con più voglia di prima. Guardando alla via, rico-glieva, per dir cosi, i pensieri, che vi aveva lascialo il mattino,e il giorno innanzi, venendo; e con più gusto quelli appuntoche allora aveva più cercato di parar dalla fantasia, i dubbj,le difficoltà, trovarla, trovarla viva, fra tanti morti e morenlil— E l’ho trovata vivai — conchiudeva. Si rimetteva nei piùforti punti, nelle più terribili scurità di quel giorno, si figuravacon quel martello in mano:—ci sarà o non ci sarà?—e una ri-sposta cosi poco allegra; e non aver manco il tempo di masti-carla, che addosso quella furia di matti birboni; e quel lazze-retto, quel mare!—li ti volevo a trovala! —E averla trovata!Tornava in su quel momento quando fu finita di passare laprocessione dei convalescenti: che momento! che crepacuore