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virr, rumo
I^eroi onla ei giudieio doi mioi lettoriso uoe sole perola 8 pend 688 i in por-8 uederli eke ie lingue, le quelo eon-giunso i genitori di Demi« , In iingueeon ie quelo egl i eppreso il ietino, nonore per eorto 1 ' iteliee levoiie elio inlull! i iuogiii si inostre, 6 in nessuooripose. Ni giovi non portento cl'ossor-vero elko del pg 88 o ailogeto 8 i viono ineüiero, .sieeomo notei pure nol mio di-800180, ciio quendo I'.-tligioeri del giu-dieio o non deila pessioiio ore guide-to , Kon 8 'eeeorgove di quento inomon-1 o iv 88 o noil'uomo ie sue »ralurcriö pro-
kekrie^m.
perk> viste le insanrie di quell' arte öl»eritlori, dicsmmo cüe «o/a «ie»»ri v' e-r yu«/i pcrreva si accostassero aii«Ara-n--ratica.
> 1 ) Ommetto pure il riseontro dei duspassi deila 7 "iia iViroo« al leget! da! eontskertieari. 8 olo aeesnnerö esser del tuttoialso eks e Dante , per ritrarsi dell' opi-
pria piü pwssimono ed «niia ioquela,od in esse eüormeve d'avoro 8 eritlo.Or non potendosi lüvoeero in duDDioquäl t» 88 o le invnte di veuto noll'opo-re provitete, io mi estorr» del reliron-tero von l'origineio gli eitri iuoglii deliio»vr>io riporteti del eonto Dortieeri;tento piü eke, mentenondo Ie mir» pro-ni 688 a, mostrerü vl>o delio dottrino «len-tosoiio di quel libro diseondono eonso-guenro clel tutto eontrerio a quelle eiiododolto ne Deuno i mioi üiu 8 tri evvor-seri ( 1 ).
D.ovre, üib. 7
llsr. X. — De /« rerriet« dei pariars
i-r Laii« d«ii« ciesir« e siniskr« pari«
cieii'^ppe-r-ri-ro.
Ore useendo in trs part! diviso s comsdi sopre e delto > il nnstro perlere nsllaoompererions 6 i ss stesso, seeonüo elis eglie tripartito; evu tente timiäitä Io snüis-mo ponüerenäo , elie nö quesla perts, nequelle, vs quell'sltra eddismo aräimenlo6 i preporrs, se non in quello sie, eke igremmstiei si troveno ever preso per sv-verbio üi etürmers: le qusl oos» pers,eke ciis quelede piü 6 i »utoriti» egli italie-ni, i queli «iieono sr. Vsremente eisseune«ii queste tre psrti con Isrgo lestinionio sillissoüs.
Ti» lingue 6 ! oii »liege per se, eds perIo suo piü seeile, s piü cüleltevole volgeretutto quello elie e ststo trsüotto, ovveroritrovsto in prosa volgere, e suo; eioe l»Lidkis, i setti üsi Iroieni, e üei komeni,le liellissime ssvols üel re tt.rtü, e mottesltre istorie s dottrine. I? sltra poi argo-nienta per ss, eioe le lingue cli oo,- e diesods i volgsri eloqusoti sorissero i primipoemi in esse, si oome in lingue piü psr-fetta, e piü dolee; eoms su kiero di ^>-vernia, ed altri inolti antiqui dottori. l,eterre poi eks e degli Itsliani, aklerms perdue privilegi esser superiors; il primo e,eks quelli, eke piü doleemsnte, e piü sot-tilments kaono seritto poemi, sono stati isuoi domestie!, e ssmiglieri, eioe Lino d»pistois, e In amieo suo ; il seeondo s, eks
, c/te piü s" accoski»o «ii« Aram-,»aiiea, i« -u«ie d comu-re.
nions eke in volgere potea rimersi sopraaltra Materie eke »morose, leeesss d'uopopsregrinare per I'Italie, e eonoseere eksvon tutta le savella veniva dalla sua petrie.