Ljbro IILCap J. ipT
ester mfcidialedi se medefimo,si po-neua il mantello , e chiutdea Ia porta»dicendo: Orsst mio corpo»tu non po-trai dolertt , cb‘io non rcnga buonacura di tc, e non t‘accarezzi. Appar-ue piüuolte topo ia morte a S.Tere-sii, c Ia prima le disle. O felice pemVtenza,cbe tanto pretnio hi meriratotAh Cristiano ! E uoi non uolcte patirnicnte per nostra salute?
Platone nel Sinipostq celebra ilfUoMaestro Socrate .checffendoun‘in’verno crudelissimo,e d‘intollerab/1 ri.gore,e per tuito ghiaccrorrendi,cias-cbeduno s’ammantaua con te pellic-cie , per difendersi dai freddo grande;maegli nor» aggiunse alcuni Vestirtjen.toa’fuoi contueri, e Ieggeri»e a piediignudicalcaua lebrinate , e‘ghiacciacon piu faciliti»chc non facean-gl'a!-trimoltobenealzati . Putarcoi a Ira'J n Luco, di Diogene Cinico, die in tempodnitif, orribiliisimo freddo, abbracciauastret.tamente una statua di brozo: Hocip.sum extfiimans magnificum , quod sichaberet Corpus ad omnes injurias du-ratum ■ MaffiniBa Rd di Numidia, div nouant‘anm carqntinaua co‘piedi
r (calzi,nc njai per ucnto,che koste , per
freddo, e per pioggia s‘ indufle a co-* prirsi il capo.Seuero Imperatore' noti
curö satica, non fece conto di caldo,nedi freddo, e quando i ghiacci eranpiu grandi, e lc neui copriua la terra ,>faliua le cime de‘monri, seorreua r{ '' piania caceiar le siere, con incredibifeostanza«Qnci Filosofitufto patinano,per carrarfi J’aura popolste e qtie/' Monarchi per lecose des raondoj non
sia granea voi diparir freddo, o alfroWale, ver far acquisto dei Pofadifo,Cotn’esorfäu^’i P. S. Agostino . j QuodSer:$.de ergo Me fudinet propter substantiamSanih. terrenam , ia fuflinet propter vitamattrnara. E per imggiormentc rinui.gorltui alia (offerenza, fisate la tnen-te in GESVCrifto pendete inGroCe,fpogliato delle vssti, e delie catni.pie-no di ferite, anzi fatto il suösantilTi-rao Corpo cutPvnapfaga; esposto al-baria, ai vento , al freddo j e questoper atnov vostro. Godcteaniora voiv di > ollerar qualche coii a sua immita-t iionc,e per suo amore.;
Poco fa ui ucniua Fimpazieza perU freddo,ecco ora ui uien per ii caldo- 7Voi vorreste vnacontinona» Prima-uera,o Autunna, e vn Paradiso ia_*terra; m’al bene delPvniuerso non ri-chiede cosi, c‘ha a effer freddo, cal-do,gbiaccio, «mido, secco, pioggia ineue,nebbia, venti boreali, australi»zeffiri, fauonii, sirocchi, libeeei, gar-bi ni,e }n so rstma d’ogni eosa ur, poco*
I I Paradiso u‘e pronieslb in CieIo»enon in Terra, e prima d'auerlo, biso-gna guadagnarsclo eoq operar bene »e patite,in modo ehe si posta dir coiProfeta: T ranfiuimus per ignem ,&aquar» & edax isti nos in refr ig trium SaL6$-Oue Vgon Cardinale fa gran ponde- !»•razione sopraquelia patoh,transivi-mus . paiirc c commune a uuti , aognun ne cocca, ciaschedunon‘ha lasoa parte, percbetimi fiarnodcll’iflcfsanatura,sotroimedesinii Cieli » esoggetfi alie soro insiuerize. Mac‘equestadifferenza,cbeiscrni di Die»fopportano con pazienza, epastatoinnanti benedicendo fe creature,e‘ICreatore . La doue i serui dei diauolos‘impazieriscono oest'auuersitä , s'in-fuperbilcono nelle prosperitä ; non_^palsano, ma s’affondano , ma (i som-mergbno, ecome niente patiseonomalediconole creature,t bestemia-no‘f Creatore .Ecco Vgonc: Per hdctran[eum iuftiiper auxilium Dei , tpuianec projperitas demulcet, nec adversi-tas terret eos', ita quodpropter amoreprosperitatis , aut propter timorem ad-nersratis peccatum incurrant. Seruiautem diaboli, Qtpeccati non tranfeuffer ignem, & aquam, |ed ibirtmanet.
In igne doburuntunin aequa dtßoluuatur , ßr computrescunt uoi ih qualclaffevi collocare? Come sfangate ?
Passate uoi peri! freddo,t per il caldocon uoslro profitto, o purearrenatenelic miseris-e vi cj perdete ?
Io non uotrei,gii,cbe si poresse di.feavoi,comefudtifoavn‘altro,cbe °dai Petrarca e rifcritp. Fuin Francia L-.v,% devn Patire con vn sigliuoso, i quali es- Htmed%sondo stati prest ambidm’, e sentenzia-ti alia morte , aueuano secqn so i‘vsa-zadelpaese ad esser maTi in vna cai^
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