Mala elettione di parole forecftiere,
>> Mi ornaflero la mia giouinezza,il qual libro fi come riproua-to dal Bembo ben che tacitamente non è fufficiente a preftare effempio da feguire in cio, Ne ci lafciamo dare ad intendere perchefi dica Violaro né pure per isforzato, ma anche per participate diqualita di viola, et fi dica Inuiolato nell’ A mero del Boccaccio hauédo riguardo al fignificato della forza per lo guardato da forza,che fi poflà medefimamente dire Inuiolaro hauendo riguardo alfignificato della viola per lo guardaro da qualita di viola, er tan-to meno per lo participante della qualita delle viole,come pare;che non ofcuramente voglia il Caro,chefi poffà dicendo Se quefia voce non vi piace vi puzzano le viole, Quefto medefimo di-ciamo della voce Propitia, pofto che ella fi trouaffe nella vita diDante fcritta dal Boccaccio,cofi come par, che citandola il Ca=s> rovi fitruoui, Eraccioche a quefta tale porenza tacito hono2» re,er quafi mutolo non fi facefie parue loro, che con parole d°2» alto fuono elfà fofle da humiliare, ec nella lor necefzita render«. propitia,non eflendo poruro eflere entrata in canzone condignita per effempio di quel libro biafimaro tacitamente dalBembo. Ne diciamo difsimigliante cofa della voce Amen a
>> Ad ogni vifta fuaue,et ameno, et,
s> In luogo ameno piaccia di portare, et,
s> Poiche l’amena
> Fefta erafarta. et due volte nell’amorofa vifione del Boca€accio,
>> Liber pigliaua ogni piacere ameno,er,
> Era quel luogo
> Et d’odorifer cetri,e aranzi ameni. et forfe anchora alcun’aftra volta in altre rime cofi fatte, et di minor grido del Boccaccio ciod in que libri, che per effere ftati riprouati tutti dall’autor fuo,et in parte biafimari tacitamente dal Bembo; Come€ ftato dettodi fopra,non poflono eflere prodotti per ilcufa valeuole dl’ellerfipotuta vare in canzone, Sicome non vifi dee effer poturo vare Ara,anchora che fi truoui non poche volte nella Thefeida pernon ellerfi compiaciuto Pauror fuo di quel libro,come dicemmoe.