DICHT TRADWNVCE. 6che non'occorterebbono altrimenti ferui; fe i telatz le feghe, e gli altrı inftrumenti vbidilero per feitefsi a’ cennide‘ Patröni, come facenano glitordignidirDedalo« Daqueftiprimi inuentori&da credefE, che A poco. a paco%prendendo augumentos fiano peruenute x’ poiteri; Non-dimeno;perche queltevarti 1ono fondate fir JerdgioniMathematiche,& da ‚credere, che tanko andafltroncre-{cehndos quanto: quelle’'di giorno in giorno s’andauanoafinando.;„La onde„ hauehdo ne” tempfirdi Platone,quandol’Oracolodi Deloecıitö turta 1a Grecia dquefti{tudij con lapropofta della duplicatione del cnbo, prefoquefte(cienze notabilifsimo augumento; crebbe ancodmarauiglial’eccellenza di quvit’artezediquie,cheAr-chita-Eilofofo Piragorico,anch’egli vnol de gliadopplatdri del cuboye fra Mathematici famofifsimo, fabricö f1co-me fcriue Gellio;vna Colomba di 1egno,che volaua con-citata, come egli dice, dall’aura deliofpirito ch’egliv’hasuearinchiufo. Eudoffo parimente 1u6 contsmporanco;fudilettö grandemente delile marauiglie di queftearti; discendo-Plutarco. nella Vita di:Marcello che Architaz&Eudoflodalle’cofe che foggiaceuano Solamente'allintel“©©letto trasferi le contemplationi Mathematiche 2 glieflempij dellescofe corporee ze fuggetrte al fenfos; adornandoquafi(com&egli dice)la Geometria di varie Sculture,Sdegnofsi nödımeno Platone; fe crediamo almedefimoeheivnafeiezanobilifsima; ne conofciura daraltri chedePilofoft; fofleicommunicarta alleperfone vulgaris€ fofle«ro in vn dertomodorielati piü fecretit;& occulti’mi-fteridella Filofofia:“Onde-eglineriprefe’quei duesogli**timoflcdalpenfiero dell’'operar cofe marauigliöfeilchefe foffeberlestioe(ei zelo di Plaröne fofle buono;Ön6höranon&tmposmelnogo da.dererminäte.Baftasche da
30iddaM. B.2 Pietro