ANNOTATIONI SOPRA LE
23 Suggillata dalla canna c, d,] vitro aviror, Molte voci hannoi Greci, lequali difficilmente ſitraſportano nell alt re lingue, e frà l’al-tre una è que ſtadellaqua le è difficile d’eſprimere la forza con vna pa-vola ſola, ma in ſomma alt ro non nuol dire ſe non, che coſi s adattila canna c, d con la canna u, x, come il maſchio con la femina, e com-mune mente noi diciamo, che una coſa ſi ſuggella bene con un’altra,quando gli S addatta di punto, e la metafora è pre ſa dal ſuggello, edalla cera. HI Commandino nel 5 1. cap. de gli Spirit ali ſi ſeruì dellamedeſima uoce greca. Noi che ſcriuiamo in una lingua uiua, hab-biamo uoluto nalerci dell uſo, ilche non poteua farſi da lui, che tradu-cena queſt. Autore in vna lingua morta, onde è nato, che molte parolenon hanno potuto eſſere eſpreſſe da lui, delche non dobiamo riprender-loʒpoiche Fittrupiuio medeſimo, che ſcriueua, mentre la lingua Romanaera in fiore,& era prattichiſſimo di queſti termini, non ſeppe eſpri-mergli latinameute, è particolarmente nel 4. cap. del quinto parlandodi Muſica, oue ne fece ſua ſcuſa, e di qui fu preſa occaſione da chi uol-le morderlo con dire, che a Latini egli haueua ſcritto greco,& a?Greci latino.
24 Con il galletto a,) I Greci dicono epiſtomio quei maſchietti, èchiauette, che ſerrano le cannelle de' lauamani, e ciò dal verbo ertSou iCen, che vuol dire chiudere la bocca da Greci+ ipa, hora in ve-ce di epiſtomio, io ho tradotto galletto, parte ſeguendo l vſo del par-lare ilqua le dalla forma che hanno quelli dortone, che vengono diAlemagna, parte iato nell autorita di Daniel Barbaro; che ne’ Cõ-mentarij del 9. cap. e libro di Vitruuio, parlando di queſti cpiſtomij,
diſſe chiamarſi galli, ò galletti.
25 Vn altra catenella.) Non s perche egli dica vn altra catenel-la, parte perche non vedo, che vi ſia neceſſaria più vna catenella,
che vna corda, parte perche qui di ſopra non ha fatto mentione dialtra catenella, ſe però non referiſce à quella, ch'egli adoperò nel-lAltare, per ſcanſare la laminetta che riteneua la fiamma.
26 Da vna mano ò ſcaricatore) Tasnpia vuol dire quello impe-
dimento, che ſi pone alle haleſtre, acciò che caricate non ſi ſcari-
chino: ma tengano, quanto piace à nos. In queſto ſenſo è vſata'daquefto medeſimo Autore ne i Bolopici, cioè nel Libro del far Dar-
di, e coſe da lanciare la voce è detta dal verbo xd Eur, che vuol
direfermare, far ſtar ſaldo, ritenere, ilche appunto eſſequito da
queſti inſtrumenti. Nondimeno a noi ha parſo conueniente il tradurre
ſcarifi-