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'del lavorö^ qhäntd äticdra perckS sära Wrfe läSciär d e värti fräi pezzi per poter conoscerej ove si e piantato , come sia 3 fondodopo che agevolmerite possan färsi li tästi, e fmalmente peravere un centro, p'öträ nascere dal fondö e venir fuori del foü-damento per sind äl termine del fabricäto.
Vi e chi siüppone, e crede che nelle fabriche perchfc äiarcdpiü solide debba farsi tütta una platea di fondamento, segnatä»mente ne’ pönti. A qüesto propositö i‘l Piranesi nellä sua celebreopera rappresentä delle cöstruzioni grandiosissime fatte dagli änti-chi Romani per fondare i loro pönti, segttäfldo degli archi in ör-dine inverso da queili fiioti dell' acqüa, cöstruiti tutti di frä-vertino con riseghe ö muratura sotto, che ia paürä; maquesti sono sogni, e belle invenzioni, che non sonö state maipraticate pärticölarmertte dagli antichi, che hanno sempre fa-bricato colla massima soliditä, e grandezza in corrispondenzadulli loro meravigliosi fabricati, ma sempre ragionätärhente, enon mai con delle superfluitä inutilissime, e d’impossibile ese-cuzione.
Awalorano questa veritä varj scavi^ che ho aVütö occasiö-ne di fare al PantheoA, al Texnpio di Vesta pressö il Tevere,alle Terme , agli Archi di trionfo, al Colosseo, ed ältröve-, dotenon ho mai trovatö esuberanza di fabricäto, riia sempre ünä piut-tosto econorrticä risegä, co’ fondämenti perö lavorati cöme li muriche sonö sopräterra esattamente.
Qüälche möderno Architetto ha praticato questo metodo inh*tile, che äd älcro non serve che a far gettare il denarö ai cöm-mittentr. ne tempi nostri due graridissime platee sono state fätteper fondamento della Fabrica, una servi per lä sagrestia di S.Pietro, 1’altra per il Palazzo della Casa di Braschi ä Päsquinö.Penso che pochi altri esemp) se ne abbianö, ma qüesti esem-jpj nön sono da seguirsi, ne da recare ammirazione, meritandopiuttosto cömpatimento.
Se lä platea di An fabricato nön k sicüra e fondata in ögniparte sh di An terVenö vergifte, e sodo, allorquandö riceverasopra il peso de’ muti che fattravetsanö ttövando un puntö stabi-le vicino ad altro deböle-, cederä il deböle, e St distaccherh dalsolido , come accade forldandö sh di unö Strato di pietira» cheäbbia sotto de 1 ’ vuoti, o delle terre mobili; di che si disse äl-lorquandö Si tr a ttö del fondarö sti di un fondö di pietra, qüandö