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SEZIONE VII.
AttTICOLO XXXII.
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-L'obbiarao ora trattare dei varj metalli che s’ impieganonelle fabbriche tanto per solidita delle medesime, quanto perla loro conservazione, quanto ancora per decorazione, e perlusso. Onde ad uno ad uno procurerö porvi in cognizionedei respettivi, provenienze degli usi, delle respettive forze , edel modo di lavorarli.
Per la nostra circostanza principieremo a trattare del fer-ro, come uno dei metalli piü necessarj alla solidita delle fab-briche, potendolo considerare come lo sono nel corpo umanoi nervi del corpo, oltre poi le tante necessarie chiusure persicurezza e per uso come sono i cancelli, le ringhiere , persicurezza poi come potrebbe farsi una fabbrica , se non \ifosse il sussidio delle catene, delle sbranche , de’ tiranti , esimili altri mezzitermini per risparmio di grossezze immensede’ muri, per supplire a forze che utilmente si pongono invecedi queste, bisogna perö anche queste forze collocarle e di-stribuirle senza abuso , e con quella parsimonia che e neces-saria in ogni [parte del fabricato ma questa parsimonia cleveessere ragionata, giacche potrebbe divenire mancanza delle forzecon deperimento del fabricato.
Le catene devono non sostenere decisamente in piedi unfabricato, o una parte di cjuesto, ma devono esservi per soccorsoad un qualche cedimento che ogni fabbricato e soggetto a fareper suo peso; per una qualche cessione di fondamento per suonaturale assestamento nel seccarsi i muri, e siccome dalle variegrossezze de’muri e dalla variata gravita che questi hanno perle diverse grandezze di ambieuti, per i diversi carichi di volte