Band 
Vol. I.
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107
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IC7

I oncie i) 7 e nel minore larga palm. 1 oncie 1 grossa oncie1 ^ che formera un cubo di onc>e 4 12 7, e peserä oncie 127denari 16, ovvero libre 10, oncie 7 e denari 16.

Questa specie di materiale serve per la copertura dei tetti,tanto delle abitazioni, quanto dei palazzi, Chiese, e publici edifi-zj; ed e necessario di mantenerne le medesime dimensioni, giausate da secoli, ailinche nelli riattamenti possano riuscire adattatee ricorrere V ordine introdotto, mentre variandosi anche per po-co l 1 inveterato costume nelle dimensioni, sarebbe un grandissimosconcerto che obbligherebbe per sostituire a qualche tegola rottale nuove,adover cambiare gran parte delli filari per gli opportu-ni imbocchi.

Servono ancora queste tegole per 1 ’ ossatura delle cornici distucco per la loro respettiva estensione, e grossezza, e cosi in si-mili altri; ma si risparmiano quanto si pub per economia.

Gli antichi Romani adopravano le tegole grandi in proporzio*ne delle loro fabbriche colossali; rinvenendosene anche delle lunghecirca tre palmi e larghe in proporzione, e li labrj non solo erano e-levati, ma imboccavano mediante un intacca, come si osserva allatavola XXVII ed avevano quasi tutte il bollo,come alla lett. A.Fig. I della fornace, nella quäle erano state fabricate. La creta diquelle era della migliore, e queste sempre avevano della pozzola-na impastata, per rendere la creta senza troppo snervarla, do«eile a non torcersi nell’asciugarsi e cuocersi. Alla fig-1 di questa ta-vola viene segnata in pianta una tal tegola,- alla Fig. a viene segna-ta in prospettiva per veder l'andamento dei suoi labri e respettivi bat-tenti Lett. B.

Delli canalL

Detti anche volgarmente coppi, che secondo la legge deveesser lungo Palm. 1 Oncie 9 largo nell’interno dei vano nella par-te maggiore oncie 7 ’ nella minore largo oncie 5 , grosso oncie 1 ^ edarcuato a semicircolo.

Colla med. miglior creta che si fabbricano le tegole, si fabrica«nol^canali; ma la forma di questi e diversa dalle altre, colle quali nonpotrebbero lavorarsij ed e percib che si prattica una specie di te-laro di ferro, chiamato dai nostri fornaciari il cancello, fätto co-me vedesi all» sudetta tavola XXVII alla Fig. 3 . Questo ha le di»