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Vol. I.
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Ogni legname puö essere buono, se nasca in terreno re-lativamente ad esso omogneo. Per esempio ai legnami dolci gliconviene meglio un terreno umido, basso e paludoso, di queUoconvenga ai legnami forti, pequali saranno megliori i terrenimontuosi ed asciutti. Buoni saranno se non siano strapazzatigli alberi nella loro giovinezza, ma al contrario assistiti alquan-to colla coltivazione, affinche crescano dritti senza tortuosita esenza branche inopportune, e se tagliati a suo tempo, se .nonlasciati in abbandono a marcire sul terreno dopo tagliati, semal tenuti nei magazzeni, se impiegati troppo verdi, cioe chenon siano passati proporzionatamente degli anni per istagio-narsi prima di porli in opera e lavorarli, e poi oltre queste ne-cessarissime cautele, conviene osservare il modo con cui s 5 im-.piegano, cioe di non indebolirli con troncarne le fibre, e nonpretendere quello che non e suscettibile p.u' se stesso.

I Legnami piu duri che si trovino nelle nostre vicinanze,e che si possano avere in tronchi di qualche palmo di diame-trö, ma non di lunghezza di molti palmi, ne ben dritti sono

II LecinoLa QuerciaLIschioII CerroII CipressoII PinoL OlivoLa NoceL OlmoII SorboII Nocchio

II legname poi per se stesso meno duro, e che serve assaibene per le travature, sono

11 CastagnoU Abete11 Faggiö