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AltTICOLO XXIX.
.Avendo presa cognizione delle qualitä dei legnami, dellenomenclature, delle lunghezze, grossezze e costo, sarä bene co-noscere la loro forza alle quali potersi aflidare nei respettivi la-vori e posizoni.
Bisogna perb premettere che qualunque regola pratica sidia su questo articolo sono molto fallaci dipendendo intiera-mente dalla qualita intrinseca de legnami giacche una stessaTrave presa in un punto potra sostenere dirö cosi anche ildoppio peso in una parte che dalPaltra, e cosi’di altre Traviegualissime fra loro in lunghezze 6 grossezze, e del medesimolegno; presi dal medesimo terreno ed in appai-enza egualissimi;fatta peraltro la prova, uno sosterra molto piü delPaltro primadi spezzarsi, .e fatte in seguito 100 altre prove saranno tüttedissimili fra loro.
In qualunque modo peraltro gioverk; anzi e neccessarioconoscere quello che ne hanno scritto i bravi Fisici e Mec-canici, come sono Monsieur Belidor, il Galileo, Monsieur Ber-noulli, Monsieur Hamei du Monceau ed altri piü antichi emoderni e segnatamente Monsieur de BufFon e Rondelet i qualine hanno date delle regole pratiche alle quali piu che ad al-tre teorie conviene appigliarsi.
Generalmente i Meccanici hanno tenuto per regola fon-damentale, siccome per la resistenza de solidi in generale, par-ticolarmente per il legno come e la celebre teoria del Gali-leo il quäle ritiene che la resistenza e in ragione inversa del-la lunggezza, e in ragione diretta della lunghezza, e in ragiondupplicata delf altezza. In pratica perö trovasi ben diverso,forse lo sarebbe se tutti i solidi fossero costantemente infles-sibili, e per conseguenza si spezzassero ad un tratto^ ma neisolidi elastici come e il legname questa regola troppo si al-lontana dal vero, e secondo P esperienze di Monsieur de Buf-fon fa conoscere che quanto piü i pezzi sono corti tanto piüla regola si avvicina all’esperimento pratico, ed al contrarioe lontana nelli pezzi piü lunghi come si rileva dalla seguente.