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diviene inesprimibile; questa proposizione peraltro merita diessere accompagnata da una qualche riflessione, giacche ogniuno Sei che quando una trave e verticale e di una certa al-tezza, puö piegare e rompersi, e questo appunto accade operche il peso non agisce ia sua azione esattamente nel cen-tro, e per conseguenza lo aggrava obliquamente , o perchela trave non e perfettamente perpendicolpre, ovvero perchele sue parti, o sian fibre , siano in situazione obliqua.
Siccome s’ impiegano le travi nelle fabbriche, non soloper sostenere il peso, ma ben’anche a resistere al tiro, comeaccade nelF impiegarli per catene, e segnatamente nelle cordedelle incavallature, cosi sara assai utile di conoscere quantoun legno possa far fronte; a questo importantissimo oggettolodevolmente se ne occupö Monsieur Rondelett altri fisici aiquali chiunque ricorrera potrh farlo.
Io ini son ristretto a riportar qui alcuni piü utili esem-pj ed awerliinenti del Rondelett poiehe reputo ottimi, ne-cessarj, e sufiieienti al nostro scopo, e sono corae segne.
Sulla forza del legno di Quercia tirato per estremita.
PRIMA ESPERIENZA
Si abbia an quadretto di legno di bnona qualila, grosso in qun-dro una linea , lungo due pollici con due piccoli calcagnialle due estremita di tre linee 1’ uno per poterlo sospen-dere, l’altro per attaccarvi il peso. Essendo stato situato ver-ticalmente si e strappato nella grossezza di una linea colpeso di libre
107
Preso altro pezzo di legno similissimo al primo si strappo al pe-so di libre
98
102
Finalmente con altro simile si strappo con libre
Toale libre 30 7
Il di cui terzo da per risultato medio libre 102,p