Dialogò Terzo.
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so 1 che tocca il verrtìe , oltre al ripararlo dall’acqua, e dal vento, rendono ancora l’inter-no di questo abituro inaccessibile al freddo.Dopo essere dimorato entro al detto ritiro tut-to quel tempo * che è necessario , per avercampo di spogliarsi della.quarta pelle i e cah-i gjarfi in ninfa j e per inviluppare a poco a pd-ì co le corna, le ali, e le zampe, che son le-gate ; ed imprigionate detitro la ninfa , e can-giarli in farfalla, allora tenta di venir suora.
Cavi La vedo molto intrigata> Ha egli peravventura qualche sega } o qualche poderososucchiello, da poter venire a capo di trapana-re; e guscio § e seta , e borra ? Voi ben vede-te; che queste son tre muraglie .
Contef Chi insegna al verme a fabbricarsi unquieto ritiro , dove le dilicate membra delnuovo animale abbian agio di potersi formaresenza disturbo ; gì’ insegna ancora lasciarviuna porta; per oli il medesimo possa aver lasua uscita . Il bozzolo è giusto fatto com’un uo-vo di piccione 5 cioè dall’una delle due estre-mità alquanto più acuto, che daissaifVa. Orail filugello non incrocicchia verso la parte piùacuta le stia; non v’applica, ( pome fa in tuttoLesto, piegandosi e scontorcendosi in mille‘guise con molta agilità , e destrezza ) puntopunto di colla; e finalmente non manca diportarla sua testa alla dirittura di essa. Sentiteora il perché. Questa punta non è da lui im-mastricciata, nè chiusa affatto , come il restan-te del bozzolo; perché sa, chequesta dev’es-so la porta, onde bada uscire il nuovo ani-male , che in 3è mede Amo è incorporato ; per-ciò ha pur l’avvertenza di non posar mai la par-E 3 te
GEÌl:f *I FILU-