112 Gl’ Insetti.
epe sei lati, stantechè una si fatta figura è la più c
* opportuna per ogni verso a formare di tutte {quenie un composto, ove non resti punto puti- ,to di voto. S’eile fossero tonde , non potrebbon ]toccarsi inìieme , fuorché in un punto ; ed ec- .co, che tutto quello spazio voto sarebbe intuì- (le. Se triangolari, o quadrate, fi combacie- \rebbono, a dir il vero, perfettamente l’une jcoll’altre , ma gli angoli interiori sarebbon {perduti; poiché l’animale, che deve starvi, „è bistondo. Ora essendo elleno esagono; cioè ja dir di sei lati, non sono molto lontane dalla rfigura rotonda ; ogni lato si combacia sì esatta- rmente coll’altro, che non vi resta né pur un fatomo di spazio voto; ed ogni celia, per qua» rto debole mai si sia, prende fermezza, està- rbilitàdall’appoggio deli’altre. r
Cav. Vi giuro, Signore, che il più bel pa- jlazzo del mondo non mi reca tanto stupore, tquanto me ne recano queste cellette. Marno- fAratemi di grazia qual sia il nutrimento delle fvespe. Già vedo , che siete bene informato jdi tutto ciò, che concerne questa genia. j
Trior. Le assolvo da tutti i torti , che mi ,hanno fatti, siccome pure dal mele, che m' (hanno imbolato, a contemplazion del piace- .re, che ho avuto, aspeculare intorno allalor jN utri- maniera di governarsi. Le vespe stanziano vo- jdelle Ve intieri vicino ali'arnie dell'api, presso alle jspe. ' spalliere de'frutti piti saporiti, accanto alle vi- ,gne, e molto pisi ancora a tiro delle cucine. ,Quivi trovan sempre la lor provvisione beli'e ,ammannita. L’operaie, insieme co’maschi, jvanno alla busca. Si ficcan presuntuosamente ,per tutto, ed entrano per insino negli alveasi ,
dell’