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Dialogo Sesto. 129
la sua comparsa ; ma se calura la sa, marciacon passo grave , e maestoso. Voi ve la rideteeh.'' Sentite il resto. Non marcia mai loia ; sealcuna volta non è accompagnata da tuttoquanto lo sciame, è almeno seguita da moltipecchieni, o fuchi, i quali apparentementeleran corteggio. Siccome ìe uscite della Re-gina son poco frequenti , e straordinarie, etutte tendono, (per quanto li vede) al pub-blico bene, così ogni volta , che ciò succede ,fifa gran festa per lo paese ; tutta la gente escefuori; ognun fa allegria; e per riceverla so-lennemente , tutte le pecchie s’aflserrano l’unacoll’altra per le zampe , e formano in un bat-ter d’occhio un gran velo , attraverso il qualenon è possibile di veder nulla. Questo velo sa-rà probabilmente un arazzo, chele medelimespiegheranno, per farle onore , quand’ ellapassa, o veramente una cortina, che idi leicamerieri le tireranno davanti.
Prior. Signore, voi prestate a queste be-.Aiuole dell’intenzioni molto nobili, o molto caste.
Cav. Chi sa, che una tal cerimonia non siaj un festino di ballo , apparecchiato in occalioa| del corteo della partoriente Regina.
! Comes. Un festino di ballo ? Non saprei:
! ma credo, che questa sarà l’ultimacosa , che1 il Signor Priore vorrà accordarvi. Egli non èI punto dedito al ballo .
I Cont. Non so qual altra intenzione possa-| no avere le pecchie con questo prendersi scam-l fievolmente per mano , e col far coro allalor Regina, che pista. Se bene, (e questo l’hogià veduto più volte ) che la medesima fusse-j Totti. I. I guen-
LEAPs.