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>34 Gì’ INSETTI.
Coni. Senza le quattro branche» Lo gi ureireste»
Cav. Aspettate di grazia, Signore •• mi par 1di ravvisacele . A desto le vedo bene . Son 1tutte e quattro accostate insieme . Bisogna, Iche questa seconda tromba sia incassata dentro 1le quattro branche; e che le medesime le ser* Ivan d’astuccio. La prima deve essere una trom- 1ba aperta, e spiegata in atto di operare, la se. <conda una tromba piegata, e riposta oziosa- <mente dentro la sua guaina. Questa, adir ve- <ro, Signor Priore , è una chiara riprova di <quanto voi mi diceste ultimamente > cioè : <
chele più piccole cose son destinate, e direi- 1te dalla natura ad un fine particolarissimo, e tche la mano di Dio si ravvisa non meno nella cstruttura d’una zampa di mosca, che in quel- ela del Sole medesimo . t
Prior. O bravo/ Voi v’avvezzate a cono- !scere la certezza d’una sì fatta destinazione, : Feziandio in quelle cose, dov’ella è più occul- fita; poiché a ciascun passo la ravvisate, dove : liprima non appariva . E'dunque ufficio vostro vil cercarla, ammirarla, e poi glorificarne il ?Signore. Fate che si presenti la tromba d’un cape a chicchessia. Egli dirà ; questa è una zam- fipa di mosca: a che mai può servire? E pure 1questo strumento ha tanta virtù , che un'ape qcoll’aiuto di esso è capace di metter insieme ppiù mele in un giorno, che non farebbono cen- cto chimici co’ suoi limbicchi in cent’ anni. Ma tiquella sapienza, che ranco chiara fi manifesta finel fornir l’ape d’unostrumento così prezioso, cnon men parente si vede ne’mezzi, eh’ ella le <1ha dati, per conservarlo: Imperciocché que* n