Dialogo Sesto. 135
sta tromba è lunga, é appuntata, pieghevole LÉÂIe mobile per tutù i versi, affinchè 1’ ape possaintrodurla (ad onta di tutti gi’intoppi dellefoglie, e fi lacci eh e ) nel fondo del calice de’fiori, succiar con essa i sughi dispersi ,- e por-tar via il suo carico . Ma siccome Cotesta trom-ba, dove stesse mai sempre tesa, recherebbenon poco incomodo , e correrebbe' pericolo difiaccarsi per mille, e mille accidenti,- cosi ècomposta di due pezzi, collegati per mezzoduna molla o cerniera : di modo che, dopoaver servito al bisogno decorrente, può rac-corciarsi,- o per dir meglio piegarli, e serrar-si. Trovasi poi difesa,- e da ogni incontro si-nistro riparata per quattro fortissime scaglie,due delle quali immediatamente la fasciano ,e l'altre due , che son'più larghe, e più conca-ve , abbracciano poi il tutto .
I Venghiamo ora al rimanente del corpo. La H pettoparte media del corpo dell’ape , olia il petto, dell’api.sostien sei zampe, e quattro ale. Ouedi que- L’ale.ste ale son grandi, e due piccole ; e tutte ser-vono norrsolamente a trasportarladovunquevuole, ma a fare ancora un certo ron zio percui s*avvisino scambievolmente del lor partir-si, e tornare, e's’animano s una coll’altra allavoro. Eccovi qui un ape morta : osservatequel pelo, ond’ella è tutta coperta : questopelo le ferve per ritenerci piccoli grani dellacera, che cadono dalia cima delle filacciche'de’fiori nel fondo del calice : osservate altresì Le zam-fulla punta delle zampe que' due uncinetti, P e -che veduti col microscopio vi compariranno ^. ram P 1 ‘quasi due roncole procedenti da uno stesso ma-nico , c colle punte in suora daii’una banda, eI 4 dall’