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cole puntereste, a guisa delle barbe, o spii- LMAPÎ*letti degli ami, che sollevandoli alquanto al-la banda , rendono la ferita più dolorosa ,impediscon suscita delle saette, e tanno ,che l’ape medesima duri fatica a recuperar-le. Ella non le recupera quali mai, quandovien molestata, o scacciata: ma se s’avessela sofferenza di starli fermi, quando ella neha punti, abbaileiebbe, ed appoggerebbe insullo Itilo le sue punte laterali , e per talmezzo ritirerebbe le sue saette senza fati-cai 1 , e ne dar. bbe manco dolore , L’ astuc-
cio è ancor egli appuntato , ed è il primoa ferire . Dietro alla puntura di esso vienquella delle saette , collo spargimento delliquor velenoso , o ha fiele * Il medesimo| astuccio sta attaccato a due muscoli benI gagliardi, ed atti a poterlo ritirare , e re-! imperare: ma quando ti trova troppo intri-gato , i medchmi muscoli lì distaccan dalcorpo dell’ape, e restan con tutto’l pinzonella ferita. Il veleno, che in tal incontrovi spande , cagiona una fermentazione , eun tumore, che dura parecchi giorni , mafi può agevolmente fermare, con tirar suoraimmantenente quel pinzo , ed allargar laferita, per darle sfogo, e agevolar 1’uscitaal veleno. Questi fon gli stromenti dell’ape.
Discendiamo presentemente al lor lavo-rìo’, ed in spezie alla struttura de’favi.
Cav. Permettetemi, ch’io v’interrompaperun momento,e dimandi al Signor Priore,comefi fa a radunar tutte l’api in una stessa paniera.
Prior. Supponete , che nella spaccatura d’un L’alveaalbero, o nella buca d’ una rupe, o final-re.
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