rz8 Gì.* Insetti.
J.EÂPI. una paniera, da lor trovata perse-
ridente, li a già annidato uno sciame di pec-chie. Qumcenno esse allevano i loro parti, equando quelli si-n già allevati, ve ne rilevandegli altri. Letiziane , e le giovani vidimo-rano tutte insieme d’amor'e, e Raccordo, sin-tantoché v'è luogo da potervi stare con agio,Ada quando il numero è canto cresciuto , checon v’è modo di tar più allievi, senza risto-gnerfi, allora le più anziane, che son âejure ,e di fatto le padrone del pollo, mandano unbando, in virtù del quale vien ordinato a tot-v te le pecchie giovani da una certa età in giù d’andarli a procacciare altro nido, e sgombrarein capo a un certo termiti prefisso il paese sottopena di provarci rigori del loro pinzo in casodi contravvenzione . P icrei veramente ingan-narmi in ordine a’precilì termini del detto ban-do, il quale non ho mai veduto. - ma il fattofi è, che la disubbidienza de’giovani sciamiostinaci a non volere sfrattare, tira loro ad-dosso delle sanguinosissime guerre, Peraltros’arrecano il più delle volte a ubbidire : e cosiin un certo giorno, alla medesima ora, o perdir meglio nello stesso momento, tutto lo scia-me dell'apinovelle, colla lor Regina aliate,sta, abbandona 1’ alveare, batte la campa*gna, e va a cercarsi altro alloggio. Quella èuna vera colonia. Le pecchie più anziane re-stan sempre in possesso del loro nido.
Cav. Mi par di sentire la Storia de’Siri,e de’iidonj, i quali non avendo quasi pun-to di terreno, ed essendo cresciuti in gran-dissimo numero , mandavan delle Coloniea Cartagine , o a Cadice , e in ogni par-te